La domenica della Parola
Con la Lettera Apostolica “Aperuit illis” del 30 settembre, papa Francesco ha stabilito che la Terza Domenica del tempo ordinario di ogni anno, a cominciare dal 2020, si celebri in tutta la chiesa la domenica della Parola di Dio.
L’ha pubblicata il 30 settembre, memoria liturgica di S. Girolamo, che morì esattamente 1600 anni fa, dopo aver tradotto e rivisto la traduzione dei 73 Libri della Bibbia. L’ordine fu di papa Damaso, dagli originali ebraico e greco nella lingua latina allora accessibile a tutti. La sua Bibbia in latino, chiamata Vulgata, fu per vari secoli letta e studiata e fu usata nel rito romano fino al Concilio Vaticano II (1962-1965). Lungo i secoli mai la chiesa ha smesso di trascrivere i Libri Biblici, sia prima, quando non era stata inventata la stampa, sia dopo. Le Bibbie cattoliche dovevano però avere l’Imprimatur e le note esplicative in accordo con la Tradizione della Chiesa e con i generi letterari del tempo in cui i Libri furono scritti.
Già nei primi secoli del cristianesimo, i padri della chiesa, occidentali e orientali, fecero bellissimi commenti dei Libri, dei capitoli e dei versetti della Bibbia. Lo stesso S. Girolamo affermò che “l’ignoranza della sacra Scrittura è ignoranza di Cristo”. Oltre le traduzioni complete della Bibbia, ci furono riduzioni chiamate “Storia Sacra”. Una fu scritta da San Giovanni Bosco per i giovani, traducendo in italiano, alla lettera, vari brani dell’Antico Testamento e molti brani del Vangelo e del Nuovo Testamento.
Un grande impulso alla riscoperta dell’uso frequente della Parola di Dio fu dato dal Concilio Vaticano II con la costituzione dogmatica “Dei Verbum”, la Parola di Dio. È una delle fonti importanti per la vita della chiesa e la sua missione. Papa Benedetto XVI convocò un Sinodo sulla Bibbia nel 2008 e scrisse l’esortazione “Verbum Domini”, la Parola del Signore. Papa Francesco ha scritto l’esortazione “Evangelii Gaudium”, la Gioia del Vangelo.
La Domenica della Bibbia, quest’anno cadeva il 26 gennaio, dopo la settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani (18-25 gennaio). Papa Francesco scrive che non è coincidenza. La Domenica della Parola esprime un valore ecumenico, perché la Sacra Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il cammino da seguire per giungere a un’unità autentica e solida.
Il Papa esorta a vivere questa domenica come un giorno solenne, preparando bene i lettori, consegnando qualche Bibbia all’assemblea, consigliando la lettura quotidiana e sollecitando la Lectio divina.
Papa Francesco afferma che la Bibbia è libro del popolo di Dio e non di pochi privilegiati. Ribadisce l’importanza dell’omelia come spiegazione breve e chiara della Scrittura del giorno. È storia della salvezza, con al centro il Figlio di Dio. Per raggiungere la sua finalità salvifica deve essere letta sotto la luce dello Spirito Santo e in comunità, come è stata scritta. È la Parola di Dio che ci fa uscire dall’individualismo e praticare la Carità di Cristo.







