“Dopo-Cresima” con gli adolescenti
C’è un’attività che, come animatore vocazionale, mi appassiona, qui nella diocesi di Itabira Coronel Fabriciano, in Brasile, dove lavoro da tre anni. È il percorso del “dopo-Cresima”.
Gli inviti via sms
Nella parrocchia san Francesco Saverio e in tutta la diocesi che fa parte dello stato di Minas Gerais, gli adolescenti ricevono il sacramento della cresima a 16 anni. Ciò vuol dire che hanno la possibilità di partecipare per nove anni al catechismo e quindi imparare la bellezza e la grandezza di essere discepoli e amici di Gesù. Dall’altra parte, e qui è la sfida, ricevono la Cresima proprio in un periodo della vita ricco di grandi interrogativi e, a volte, dubbi, paure e confusioni.
Il gruppo dei cresimati nella nostra parrocchia è costituito da 120 adolescenti. Il primo anno ho proposto il “dopo-Cresima”, cominciando a valorizzare i contatti via cellulare che, man mano, gli adolescenti mi davano. Attraverso messaggi e sms li invitavo alle riunioni, a riflettere, a pregare, a partecipare alla vita della comunità e della parrocchia.
Il vantaggio di questo cammino era che conoscevo chi mi rispondeva e partecipava; lo svantaggio era che tra loro non è nata un’amicizia, un gruppo.
La festa dalla catechista
Il secondo anno ho cambiato stile. Ho invitato un gruppo di cresimati a una festa nella casa della loro catechista. Tra canti, giochi, scherzi, ci siamo divertiti e da loro è nata l’idea di aiutare la comunità e la parrocchia con la musica e i canti. Da quella festa “in casa” è sorta la voglia di invitare altri giovani, di preparare la novena di Natale, che poi hanno fatto e bene.
Il vantaggio di questa proposta è che è nato un gruppo di giovani, amici tra loro; lo svantaggio è stato che la maggior parte di questi cresimati aiutava una comunità e non la parrocchia.
Un grande raduno
Il terzo anno, ho coinvolto di più i catechisti per programmare un grande incontro, invitando gli adolescenti di tutte le nostre 20 comunità. Sono venuti circa 30 adolescenti che, durante l’intero pomeriggio nel Centro di spiritualità missionaria Recanto das Mangueiras, hanno ascoltato testimonianze di adulti laici e missionari. Hanno instaurato tra loro un buon rapporto e hanno sentito che la nostra parrocchia, proprio a partire dal “dopo-Cresima”, può diventare una famiglia fatta di tante comunità.
Il vantaggio è stato il coinvolgimento dei catechisti, che hanno cominciato a riflettere sulla possibilità di valorizzare un decimo anno della catechesi (appunto il “dopo-Cresima”) in cui si parla di vocazione, professione, missione e chiesa. Lo svantaggio è che il Centro di spiritualità molte volte è occupato da gruppi, ritiri, esperienze e riunioni varie e quindi quel bell’incontro motivazionale non ha avuto seguito.
Comunione e missione
A novembre 2016 (le cresime si realizzano sempre in ottobre), dopo i messaggi, la casa, il Centro, la proposta è stata quella di coinvolgere il gruppo “dopo-Cresima” di una comunità, affinché organizzasse un pomeriggio in chiesa, con preghiere, canti, testimonianze, Messa e poi una piccola festa.
Hanno invitato adolescenti di altre comunità e il clima è diventato di comunione e di missione: comunione perché il gruppo si è unito nella perseveranza e nell’amore per la parrocchia; missione perché il gruppo è uscito dalla propria comunità per aiutare la parrocchia, il territorio e la diocesi.
Si tratta di un seme. È un’attività che richiede perseveranza e creatività. Una ragazza, che ha capito lo spirito della cosa, mi ha chiesto: “Posso lasciare il gruppo dei chierichetti per fare parte del tuo gruppo del dopo-Cresima?”.
Che bello! Ho pensato che quando qualcuno sogna insieme agli altri, è più facile che il sogno si realizzi.
E chissà che da questo sogno Dio possa far nascere e crescere vocazioni per i saveriani, per la diocesi, per le suore di clausura e per matrimoni e famiglie felici.







