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Donne d'Asia: Il vangelo delle donne, Giappone

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Pubblichiamo l'esperienza di fede e due commenti ai vangeli (l'adultera e l'annunciazione a Maria) che ci ha inviato p. Renato Filippini dal Giappone. L'autrice è una donna di 64 anni, sposata con 3 figli, unica cristiana della sua famiglia; ha ricevuto il battesimo a 44 anni. Si tratta di due episodi al femminile, commentati al femminile...

Il mio incontro con la Bibbia

Ho ricevuto il battesimo 20 anni fa, quando avevo 44 anni. Sino ad allora non mi interrogavo sull'esistenza di Dio. Ero riconoscente verso la famiglia e gli antenati, ma risolvere i vari problemi della vita era un compito che dovevo svolgere da sola.

Tre anni prima di ricevere il battesimo, frequentando un gruppo di lettura, per la prima volta sono entrata in contatto con la Bibbia: un mondo di valori completamente diverso. L'occasione è stato un libro di Tolstoj in cui viene presentata la parabola evangelica degli operai della vigna. Praticamente nessuno poté capirne il messaggio. Mi dissi: "Non posso leggere Tolstoj senza conoscere la Bibbia". E assecondai quelle parole cominciando a frequentare la chiesa. Da allora cominciai a studiare la Bibbia, ma mi trovavo nella stessa situazione di prima: non capivo.

Finché un giorno ebbi un'illuminazione: "Capire la Bibbia non è tanto un lavoro di testa, ma un comprendere con il cuore". Da quell'istante qualcosa cambiò. La prima parola che la Scrittura sacra mi rivolse fu questa: "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi". Ogni volta che leggo la Bibbia, da sola o in gruppo, alzo sempre consapevolmente le antenne del cuore per carpire il messaggio che può venire per me in quel momento. Certo, non sempre arriva una risposta. Tuttavia, se lo paragono al tempo in cui non conoscevo Dio, adesso quando devo affrontare situazioni difficili che spesso capitano, sento nel profondo del cuore una "misteriosa" serenità. Quanto è meraviglioso poter parlare con Colui a cui mi sono affidata!

Gesù e la donna adultera (Gv 8,1-11)

Gesù insegna alla folla: è una scena tranquilla. Subentrano, facendo irruzione con gran rumore, i farisei che portano nel mezzo una donna. "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?". Segue una scena silenziosa: Gesù e la donna sono rimasti soli. Non so il perché, ma ogni volta sono impressionata dai farisei che discutono con Gesù. Questa volta, però, sono presa dalla curiosità. "Come risponderà Gesù?".

Coloro che pensavano di intrappolarlo, uno dopo l'altro si allontanano senza dire una parola. Che l'intera folla si ritiri, anche questa volta, è prova della saggezza delle parole di Gesù, della sua misericordia. Ma la cosa straordinaria è la reazione che la risposta di Gesù provoca: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". Si ritirano, non tutti insieme, ma in ordine, a cominciare dai capi religiosi.

Pur avendo già in mano le pietre, non si trova chi per primo abbia il coraggio di scagliarle. Il fatto che loro, arroganti e superbi, consapevoli che Dio vede e sa tutto, ammettano onestamente la propria situazione, mi aiuta a rivedere anche me stessa. Correggo la mia visione: Gesù aspetta in silenzio che anch'io gli porti i miei problemi.                                          

Maria e quel "sì" istantaneo (Lc 1,26-38)

Maria, quando hai ricevuto l'annuncio dell'angelo ti sei meravigliata, vero? Per quanto l'angelo ti abbia detto: "Gioisci o piena di grazia, non temere", per una giovane donna non sposata sentirsi dire: "Darai alla luce un figlio", ancora oggi è una faccenda seria e impegnativa. Mi compare davanti agli occhi la tua figura: ti sarai sentita disorientata di fronte a tale notizia.

Tuttavia, quale cosa straordinaria! Di fronte a un evento di grande importanza che sta per cambiare la tua vita, in un breve lasso di tempo, decidi e rispondi: "Avvenga di me secondo la tua parola". Io, invece, sia quando ricevetti il battesimo sia nella vita di ogni giorno, quando mi capitano piccole e grandi croci, ho bisogno di tempo per accettarle.

Ma che cosa è stato che ti ha fatto superare la tua preoccupazione? L'angelo mandato da Dio è la chiave, vero? Di fronte alla perplessità, l'angelo ti ha presentato l'esempio della cugina Elisabetta: "Niente è impossibile a Dio". Piena di Spirito Santo, persona umile e obbediente quale eri, subito hai dato il tuo assenso.

O Maria, fa' che sempre ciascuno di noi possa sentire, nella propria vita quotidiana, quelle parole che ti disse l'angelo: "Nulla è impossibile a Dio".



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