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L’oratorio di Pizzighettone ha ospitato un incontro molto partecipato con il presbitero pizzighettonese don Davide Ferretti, al suo rientro dopo oltre 6 anni di missione nella parrocchia di Gesù Cristo Risorto a Salvador di Bahia.

Don Davide ha raccontato con entusiasmo la sua esperienza in una metropoli di oltre 4 milioni di abitanti (non tutti censiti) che si affaccia sull’oceano Atlantico, in un’area estremamente periferica (35.000 abitanti e 5 comunità di base). Lui stesso l’ha definita la parrocchia più povera e malmessa di Salvador, nata 18 anni fa... L’area pastorale è inserita in una favela, dove c’è di tutto: violenza, morte, droga, prostituzione… Ma don Davide ha imparato che nella favela vengono prima le persone e poi i problemi. Le case appaiono incompiute. Un po’ per questioni economiche e un po’ per le temperature, sempre molto elevate anche d’inverno, si preferisce vivere per strada, dove si incontra di tutto, nel bene e nel male. L’età media dei parrocchiani è 24 anni, con molti figli piccoli per famiglia e pochissimi anziani. 

La Chiesa brasiliana si sta sempre più concentrando sulla catechesi, le messe e la liturgia ed è meno attenta ai problemi sociali rispetto al passato. Le processioni vanno per la maggiore in un contesto in cui la Chiesa cattolica è seguita solo dal 30% della popolazione locale, poiché negli ultimi anni è entrata in maniera prepotente la chiesa evangelica che, dietro compenso di denaro, promette ai poveri di pregare per loro affinché ottengano ricchezza e benessere. Non è trascurabile nemmeno il rituale assai diffuso del candomblé, importato con gli schiavi africani. Il 90% dei parrocchiani di don Davide è di origine africana o frutto di incroci con nativi brasiliani.

La catechesi si svolge in ambienti spartani, ma accoglienti, in un clima familiare ed è sempre accompagnata da una merenda. I bambini decidono loro stessi di andare a catechismo. I genitori, a volte, non lo sanno o sono contrari; non c’è neppure l’abitudine di battezzare i bambini.
giovani non sempre frequentano la parrocchia regolarmente, vivono situazioni problematiche e difficili, ma hanno comunque voglia di uscire da storie pesanti (familiari, relazionali, violente…).

La cesta basica è un’iniziativa caritativa per aiutare nelle carenze alimentari fino a ottanta famiglie ogni settimana (riso e fagioli). È anche l’opportunità per conoscere la situazione dei nuclei familiari beneficiari.
Tra le attività parrocchiali da segnalare l’attività sportiva legata alla squadra di calcio: sostenuti dall’Inter Campus, 100 ragazzi si ritrovano 2 volte la settimana per gli allenamenti e per qualche torneo. Questa identità permette loro di uscire dalla propria realtà e di non pensare ai problemi. 

Il Grest si fa in gennaio ed è il frutto dell’attesa di un anno! Cento bambini delle elementari lo frequentano di mattina e cento ragazzi delle medie il pomeriggio; gli animatori coinvolti sono quaranta. Tutti indossano le magliette fornite dalla diocesi di Cremona. La proposta è talmente gradita e ambita che si fa anche un grest invernale! Anche gli animatori hanno alle spalle storie difficili, ma non vogliono rinunciare al Grest: si sentono al sicuro perché non sono in strada e riescono a vivere l’amicizia.
Un’altra attività coinvolgente è la danza (classica) a cui partecipano oltre 220 bambine, dai 6 ai 18 anni. È un corso ambitissimo con regole da rispettare, quelle che non ci sono in favela. E la disciplina le aiuta a crescere con dignità. 

Gloria Manfredini, volontaria cremonese per tre anni nella parrocchia di Salvador, è aiuto-base in parrocchia ed educatrice. Realizza progetti in collaborazione con le docenti locali, perché possano continuare in modo autonomo. Grande successo hanno avuto i laboratori di disegno e pittura con varie tecniche. Anche i laboratori di lettura sono stati frequentati da bambini analfabeti molto interessati grazie alle immagini colorate proposte in semplici libretti. Durante il doposcuola, è stato proposto un laboratorio di geografia con semplici contenuti relativi almeno all’America del Sud, poiché il sistema educativo fa acqua da tutte le parti con alti tassi di analfabetismo.

Ora, nella parrocchia di Salvador sono rimasti un parroco brasiliano e un vicario colombiano, ma l’idea della Chiesa di Cremona è quella di continuare ad aiutare economicamente quest’ultima realtà cremonese fuori diocesi.



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