Dieci anni dopo
Le nostre tre sorelle Olga Raschietti, Lucia Pulici e Bernardetta Boggian sono state crudelmente massacrate dieci anni fa (7-8 settembre 2014) a Kamenge, in Burundi. Perché colpire in un modo così atroce tre missionarie anziane e fragili, che offrivano in modo semplice e sereno il dono della loro presenza nel quartiere, attente in particolare alle persone più disagiate? Fonti ufficiali hanno avanzato motivi pretestuosi, totalmente infondati. Una laboriosa inchiesta è stata condotta dalla giornalista Giusy Baioni, mossa dal desiderio di fare giustizia e verità, di contribuire alla costruzione di una pace vera e duratura.
Vogliamo custodire il senso profondo di una morte che giunge come coronamento di una vita marcata a fuoco dalla passione per l’annuncio del Vangelo, nella dedizione generosa alla gente. Avevano deciso di restare in Burundi, pur con una salute malferma. Olga scriveva: “Una missionaria muore volentieri nella sua terra di missione”. Prezioso il contributo offerto dalla nostra sorella Teresina Caffi, che ha raccolto nel libro Va’, dona la vita!, confidenze intime, stralci di diari, scritti occasionali delle tre sorelle. Per felice coincidenza, quest’anno abbiamo celebrato la ricorrenza del “martirio” delle nostre sorelle insieme a quello dei nostri fratelli Saveriani e dell’abbé Joubert, beatificati il 18 agosto. Possiamo attribuire anche a loro il pensiero di Bernardetta: “È bello, sulle orme di Gesù, spendere la vita per collaborare a costruire insieme pace e fraternità”. Sono i germogli che speriamo possano nascere da questi semi sepolti nella terra di missione (Fernanda Tettamanzi, mMx).







