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Sentenza storica. La Corte d’appello dell’Aja ha condannato il gigante petrolifero anglo-olandese Shell per disastro ambientale, avendo omesso il controllo sulla fuoriuscita di greggio che ha inondato alcuni villaggi e inquinato le falde acquifere. Lo storico verdetto segna un precedente importante per tutte le battaglie di carattere ambientale (eliminando pregiudizi e condizionamenti). Dopo tredici anni di processo, gli abitanti potranno avere un risarcimento per i danni subiti. L’apparente benedizione del petrolio per i nove stati nigeriani meridionali si è rivelata una fonte di continui problemi. L’inquinamento da greggio e gas nel Delta del Niger ha portato a un’aspettativa di vita più bassa rispetto al resto del paese e alla morte prematura di sedicimila bambini.

p.6 siriaSiria: un Paese che non c’è. Il 15 marzo 2011 le prime grandi proteste contro il regime del presidente Bashar al Assad: pacifiche, fatte da giovani siriani stanchi dell’autoritarismo del loro governo e ispirate alle cosiddette “primavere arabe”. Allora, la Siria era un paese “intero”, non occupato da soldati stranieri, nessuno parlava di ISIS e non aveva l’economia completamente a pezzi. Dopo 10 anni di guerra, Assad, indicato a lungo come il vincitore della guerra, si ritrova oggi tra le mani un paese che di fatto non esiste più. Da tempo si parla di una “balcanizzazione”, dove ogni zona ha le proprie milizie, la propria economia e spesso favorisce un certo gruppo etnico o religioso sugli altri. Lo stato non ha più soldi a causa della guerra, della corruzione, delle sanzioni statunitensi, del collasso delle banche libanesi dove molti siriani ricchi tenevano i risparmi, delle altrettante difficoltà economiche di Russia e Iran, e certamente anche per le conseguenze della pandemia da coronavirus. Metà della popolazione siriana è addirittura sfollata, sia dentro che fuori i confini.

Egitto: tra repressione e paura. È rimasto molto poco degli ideali di “pane, libertà e giustizia sociale” che si sentivano echeggiare nelle strade del Cairo dieci anni fa, partendo da piazza Tahrir. A cinque anni dalla morte di Giulio Regeni la repressione non si ferma, sostenuta dal tacito sostegno delle grandi potenze straniere. E la repressione continua a riguardare anche i social network. Estensione per anni della detenzione cautelare hanno riguardato migliaia di attivisti, tra cui lo studente dell’Università di Bologna Patrick Zaki, accusato di “incitamento alla protesta” e “diffusione di notizie false”. Purtroppo, il modello emerso dalle proteste di piazza non è stato quello dei diritti, dell’uguaglianza e della democrazia, ma del regime militare. La speranza è che un nuovo movimento possa riportare al centro anche in Egitto il tema dei diritti, mettendo in luce i crimini del regime di Al-Sisi con l’aiuto dell’amministrazione di Joe Biden, meno accondiscendente rispetto al suo predecessore, e di un’Unione europea più unita e consapevole.

p.6 Bhatti Shabaz manifestazionePakistan: il ricordo di Shahbaz Bhatti. Un raduno dei giovani e una solenne Eucarestia celebrata nel villaggio natio Khushpur, nella provincia del Punjab, dove Shahbaz Bhatti è sepolto. Così, la comunità cristiana in Pakistan ha commemorato il decimo anniversario della scomparsa del ministro cattolico per le minoranze religiose (2 marzo 2011). Bhatti è stato ucciso in un attentato terroristico a Islamabad: oggi i cristiani in Pakistan, accanto a uomini e donne di altre comunità religiose, riflettono sull'eredità del ministro pakistano, mentre nella comunità cattolica cresce il movimento e la richiesta perché ne sia ufficialmente riconosciuto il martirio.

Vaccini equi. A 2 mesi dalla prima vaccinazione in una nazione ricca, è arrivata in Ghana la prima spedizione di vaccini contro il Covid-19. Sono ancora 130 i paesi del mondo a non aver ricevuto una singola dose, mentre il 75% dei vaccini sono stati somministrati in soli 10 paesi. MSF chiede di sostenere la proposta di India e Sudafrica per la sospensione temporanea dei brevetti e altri diritti di proprietà intellettuale su farmaci, test diagnostici e vaccini utili per la risposta al Covid-19. L’appello è rivolto a tutti i paesi, compresa l’Italia, che ancora si oppongono a questa iniziativa. “Garantire l'accesso ai vaccini in tutto il mondo non è solo una questione di equità, ma anche di salute pubblica globale”.

L’inchiesta: Nigeria, Eni e Shell

p.6 Eni Shell Nigeria 1Tutti assolti (“perché il fatto non sussiste”) i 13 amministratori o intermediari di Eni e Shell, e nessuna confisca alle società, nella sentenza di primo grado del processo milanese sull’acquisto nel 2011 della licenza ad esplorare il ricco blocco petrolifero OPL 245 al largo delle coste nigeriane. Somma versata allo stato nigeriano: 1,3 miliardi di dollari. Il fatto accertato, però, è che ai nigeriani sono finiti gli spiccioli e nulla più arriverà. L’accordo non prevede compartecipazione sui futuri profitti. La Nigeria è uno dei maggiori produttori di petrolio e gas naturale. Ma, dai dati di Banca Mondiale, il pil pro capite è fermo al 1981 (poco più di 2000 dollari l’anno), mentre il 43% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno. Fra i 15 e i 49 anni il 35% delle donne e il 22% degli uomini non è scolarizzato. Il flusso più numeroso di migranti africani verso l’Italia arriva dalla Nigeria: 80mila negli ultimi 5 anni, 22mila i minori. Per approfondire: https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/nigeria-processo-eni-shell-dove-sono-finiti-13-miliardi-dollari/b176a012-84d6-11eb-bffe-e0da654e6bc0-va.shtml

La voce e i gesti delle donne: Donne alla ribalta

Seiko Hashimoto, ex campionessa olimpica di pattinaggio e ciclismo, 57 anni, ha assunto la carica di presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi, dopo che il predecessore è stato costretto alle dimissioni a causa di commenti sessisti.
L’ex-ministra delle finanze della Nigeria, Ngozi Okonjo-Iweala, 66 anni, diventa la prima donna a guidare l’Organizzazione mondiale del commercio.
Zara Mohammed, 29 anni, esperta in formazione aziendale, è stata eletta per guidare il Consiglio musulmano in Gran Bretagna. È la prima donna nel mondo musulmano ad assumere una carica cosi importante. Guiderà oltre 500 moschee e farà da interfaccia istituzionale tra gli imam e le istituzioni britanniche.
Suor Nathalie Becquart, 52 anni, responsabile del servizio nazionale francese per l’evangelizzazione dei giovani, è stata nominata da papa Francesco sottosegretaria del Sinodo dei vescovi con diritto di voto.
Debora Kayembe Buba, congolese di 46 anni, avvocato e attivista dei diritti umani, è stata nominata rettrice dell’Università di Edimburgo in Scozia. A 19 anni si iscrive a giurisprudenza perché non può sopportare le ingiustizie e le disuguaglianze di cui i suoi connazionali sono vittime. Conduce un’indagine su un massacro all’Est e smaschera un gruppo armato. Dovrà lasciare il suo paese.
Beate Gilles, teologa, 50 anni, è stata nominata dai vescovi di Germania, segretaria generale della Conferenza episcopale tedesca. Prima donna a occupare un posto simile.
p.6 Myanmar suora e poliziaSi chiama Ann Nu Thawng la suora delle missionarie di San Francesco Saverio di Myitkyina in Myanmar, che si è inginocchiata di fronte alle forze di polizia in tenuta antisommossa pronti ad attaccare i civili mentre protestavano per la libertà e i diritti umani. Nel Paese la repressione è ancora feroce.
Margaret Karram, palestinese di Galilea, 58 anni, è stata eletta Presidente dei Focolari: “Sono nata ad Haifa, e la mia da sempre è stata una terra di conflitti”. Laureata in ebraismo a Los Angeles, ha lavorato per 14 anni presso il Consolato italiano a Gerusalemme, durante il tempo dell’Intifada, segnato anche da sanguinosi attentati nei luoghi pubblici.

Una storia speciale: La sindaca di Freetown

p.6 Yvonne Aki SawyerrIl suo motto è trasformare il disappunto in azione. Non a caso il progetto di punta del primo mandato di Yvonne Aki-Sawyerr alla guida della capitale sierraleonese è stato battezzato “Trasformare Freetown”. Una città martoriata che, dopo oltre 10 anni di guerra civile, ha visto raddoppiare la sua popolazione (1,2 milioni di abitanti), senza alcuna pianificazione. “La rapida e incontrollata urbanizzazione ha spazzato via alberi, sostituiti da insediamenti abitativi, anche illegali. Nel 2017, venivano raccolti e trattati solo il 21% dei rifiuti solidi e il 6% di quelli liquidi. Una situazione inaccettabile, che mi ha spinto a candidarmi per la carica di sindaco”. Esperta contabile e di finanza, durante l’epidemia di ebola, lascia Londra e la famiglia per dare il suo contributo. Elabora un progetto per gestire meglio l’emergenza che gli vale l’onorificenza della Regina Elisabetta. Ora, il Covid-19 ha avuto un nuovo impatto sull’economia e sulla strada della trasformazione. E, ancora una volta, Yvonne deve rimboccarsi le maniche (Céline Camoin).



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