Diario di un ritiro comunitario
Una splendida giornata, il nostro sguardo spazia verso alberi maestosi e sempreverdi. Mentre percorriamo il viale che porta alla casa dei saveriani di San Pietro in Vincoli (RA), già respiriamo la pace di un luogo che è simbolo di tanta storia missionaria. Ecco la cornice incantevole del meraviglioso week end, in cui, insieme ai fratelli e sorelle del gruppo “Emmaus”, del Rinnovamento nello Spirito Santo di Forlì, ci siamo dati appuntamento per vivere il ritiro comunitario.
Era tanta la gioia di ritrovarsi per pregare e vivere la comunione fraterna. Abbiamo voluto essere qui a tutti i costi, per rispondere con fede alla chiamata di Dio: stare alla sua scuola, lontano dai rumori del mondo. E quale scuola migliore c’è se non la comunità? Appena entrati nella casa dei saveriani, ci cattura fin da subito il modo discreto e umile e l’accoglienza premurosa e amorevole.
La preghiera comunitaria carismatica apre, ufficialmente, il nostro ritiro; innalziamo, così, al Signore la nostra lode e il ringraziamento per questa occasione speciale. Subito dopo cena, decidiamo di andare in cappella per vivere un tempo con Gesù Eucaristia. Quanta grazia lasciano trasparire gli occhi dei fratelli e delle sorelle, rigenerati da questo bagno di misericordia e rinvigoriti dalla potenza trasformante dello Spirito! Quanta carità e compassione si avverte nel cuore quando la preghiera diventa, poi, intercessione per chi soffre.
Preghiera, meditazione e riflessione, ma anche condivisione, confronto, genuini momenti di agape fraterna (e persino di gioco), così come la speciale convivenza e la conoscenza più intima di ognuno rendono veramente speciale questo tempo trascorso assieme come una “grande famiglia”. Ognuno di noi non solo si apre all’incontro personale, ma scopre quanto è straordinariamente profetico prendersi cura uno dell’altro… E lo sperimenta attraverso un segno che abbiamo voluto fortemente proporre, il “gesto dell’Angelo custode”.
Ma le meraviglie non sono finite! E lo scopriamo sin dal primo mattino della domenica, giorno del Signore. Dio viene a rinnovare ancora una volta “l’alleanza” con il suo popolo. Ed è un’alleanza d’amore. Francesco Piovaccari ci parla di un Gesù che per primo depone le vesti, esce da ogni schema e lava i piedi dei suoi apostoli (Giovanni 13,14).
Il ritiro vive il suo momento culminante nell’Eucarestia presieduta da mons. Giorgio Biguzzi. In tanti ci siamo presentati a questo incontro con l’acqua delle nostre tiepidezze, incredulità e incapacità di stupirci, convinti che forse il vino della fede fosse in noi finito. Ma Gesù, per intercessione di Maria, rende possibile ancora oggi questa trasformazione in noi: il passaggio dalla tristezza alla gioia, dall’aridità alla pienezza, dalla carne allo Spirito.
Tanti raccontano del profondo senso di appagamento e di pace che hanno sentito nel cuore in questi due giorni, della consapevolezza di come Gesù sia vicino a loro in particolari situazioni di sofferenza o di disagio, così come dell’armonia e del clima di vera amicizia che si è respirato.







