Dare un tetto al Signore
Qualche tempo fa ricevo una telefonata. Sono due coniugi di Torino, da lungo tempo amici di padre Ernesto Tomé, il saveriano friulano che ha speso una vita nelle missioni del Burundi: è lì dal 1966.
Hanno letto su "Missionari Saveriani" di settembre (a pagina 7) il piccolo progetto per contribuire a costruire 31 piccole chiese in altrettanti villaggi al nordovest del Burundi: con 4.000 euro si può costruire un tetto in travi e lamiere zincate, mentre i cristiani contribuiscono con i muri, il pavimento, le finestre e le porte.
Al telefono, la signora Maria Teresa ringrazia i missionari per tutto quello che fanno tra la povera gente, nonostante i pochi mezzi a loro disposizione; li ringrazia soprattutto perché cercano di testimoniare l'amore di Dio e della chiesa nel mondo, anche in situazioni disagiate e pericolose. Ci dà coraggio e ci invita a continuare a disseminare le notizie "per tenerci aggiornati sulle missioni e sui popoli del mondo".
Alla fine, esprime il desiderio dei coniugi di offrire un tetto per una chiesa in Burundi, secondo il progetto n. 7/2010. Ringrazio a nome dei missionari e dei cristiani del Burundi. Ma lei si affretta a dire queste meravigliose parole: "Ringraziamo il Signore. Noi siamo solo semplici portalettere. È necessario dare un tetto al Signore! Non si può farne a meno: non possiamo far mancare una piccola casa a Gesù in Burundi".
Grazie, cari coniugi torinesi. Avete donato un tetto a Gesù: anche la Madre ne è felice, con tutta la comunità cristiana del villaggio burundese.
Siate benedetti per la vostra sacra ospitalità!








