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Dalla foresta alla città, Il giubileo sacerdotale di p. Corda

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Padre Corda lascia la missione piuttosto malconcio; in Italia si riprende con un anno di riposo. Riparte con grande animo e dopo tre mesi a Sikakap con p. Giacomo Peruzzo, grande costruttore, viene mandato a Sikabaluan con p. Giuseppe Bagnara e p. Tonino Caissutti.

Vi rimane solo due anni per poi adattarsi a una situazione completamente diversa, passando dalla foresta delle Mentawai ai palazzi della capitale, in una parrocchia nuova alla periferia di Jakarta, insieme a p. Angelo Cappannini.

Sempre tanto lavoro

Qui c'era un lavoro immenso: ogni domenica, oltre le Messe, quattro riunioni di catecumenato a livello diverso. Padre Vinio si esaurisce. La Provvidenza gli fa incontrare il signor Visioli, dottore cremonese a Jakarta, che lo aiuta a riprendersi. Si sposta quindi a Padang, nell'isola di Sumatra, dove per vari anni dirige il collegio per studenti mentawaiani, per formare catechisti. Altri otto anni li trascorre nella parrocchia al margine della città, con comunità distanti fino a 60 chilometri. Nello stesso tempo è direttore spirituale del seminario minore della diocesi.

Con lui c'è un fratello saveriano diacono e lo aiutano anche alcuni laici, in particolare un gruppo di cinesi che si avvicinano a lui in una festa e poi costruiscono una chiesa nuova per mille fedeli e la casa parrocchiale.

Con l'arrivo di p. Franco Qualizza come nuovo parroco, p. Corda è trasferito a Yogyakarta dove si formano i "tunas" - parola che significa "germoglio", a indicare i giovani studenti indonesiani che aspirano alla vita missionaria. Con i suoi 82 anni, anch'egli fa la sua parte con la catechesi e le confessioni. Nei tempi liberi cura il giardino.

Grande festa a Soresina

Ora p. Vinio è in Italia per festeggiare il 50º di ordinazione sacerdotale, insieme ai confratelli viventi della classe 1958. I missionari saveriani e tutta la comunità cristiana e civile di Soresina, sabato e domenica 5-6 luglio, si sono raccolti attorno al suo esperto missionario e hanno festeggiato.

Con quel suo sguardo timido e furbetto, lui sorride e dice: "Io ringrazio il Signore e i superiori, perché mi hanno mandato avanti a pedate, ma poi ho avuto tante soddisfazioni in tutti questi anni di vita sacerdotale e missionaria in Indonesia".

Perciò il nostro p. Vinio ripartirà per continuare la sua missione, per amore di Dio e della nazione indonesiana.



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