Dall'indifferenza alla fede cristiana, ...Conversione a Taipei
Dal punto di vista storico e liturgico, la vigilia di Pasqua è il momento più adatto per il battesimo degli adulti. Anche quest'anno, la piccola parrocchia di S. Francesco Saverio a Taipei ha accolto due nuovi cristiani.
Condivido con voi il racconto dell'esperienza di conversione di una donna taiwanese che ha ricevuto il battesimo la notte di Pasqua.
Io e la mia fortuna
Prima di conoscere il cristianesimo, tutto quello che sapevo mi era stato trasmesso dai miei genitori, dalla scuola e dalla società. Papà e mamma mi hanno insegnato che si lavora e si lotta per sconfiggere la durezza della vita. Fin da piccola, sono cresciuta con la convinzione che si è padroni di se stessi e che in ogni situazione si è da soli e senza aiuto. L'unico aiuto che si può trovare è quello in se stessi e nella fortuna.
Ero indifferente verso qualsiasi credo religioso.
Non avrei mai pensato che un giorno mi sarei avvicinata alla religione cattolica fino ad approfondirla. Da piccola, qualche volta andavo al tempio con mia madre per offrire incenso alle varie divinità e per chiedere prosperità per la famiglia.
Compiuti vent'anni, ho avuto l'occasione di partecipare alle lezioni di lettura della Bibbia in inglese. Il mio obiettivo era perfezionare la conoscenza della lingua, dato che sono laureata in letteratura inglese. Le storie dell'antico testamento e dei vangeli per me erano racconti di una letteratura straniera; non riuscivano a scaldare il mio cuore.
Con gli occhi di Dio
Poi, piano piano, hanno iniziato a fare breccia. Ho cominciato a riferire l'esperienza di vita descritta nella Bibbia alla mia stessa esperienza, a portare quelle parole vicino al mio cuore, specialmente le parabole del vangelo e in particolare quella della pecorella smarrita...
Così sono stata costretta a guardarmi con gli occhi di Dio. Prima ero tutta incentrata su me stessa, come se io fossi dio. Sapere che Dio ci ha creato per uno scopo nella vita, mi ha fatto riflettere molto.
Mi sono accorta che prima non sapevo niente. Ero chiusa in me stessa e nella mia ignoranza. Pensavo solamente di evitare il dolore e la disperazione. Ma questa mia persona, che per 20 anni aveva vissuto senza scopi nella vita, ora scopre di essere amata. Piena di gioia, allora, inizia a ringraziare Dio per aver trovato questa pecorella smarrita, per aver usato un'infinita misericordia, per avermi abbracciata e condotta fino a lui.
Il secondo tempo della vita
Solo allora, con grande gioia, ho trovato la fonte di me stessa, cioè, Dio! Mettere in pratica lo spirito di Gesù mi ha portato a un profondo cambiamento. Mi sembra quasi di non riconoscere il mio passato: vivevo nella tristezza. Ora mi pare di aver scoperto il calore della mia vita.
Ho iniziato ad accettare i miei limiti e questo mi ha incoraggiato e dato forza nella vita. Ho iniziato ad accettare e a donare amore, premura e attenzione. Sicuramente, è più grande quello che ho ricevuto di ciò che ho donato. Credo, però, che questo sia il segreto di tutta la vita e non solo di un momento particolare, di una tappa parziale. È per me una nuova fase spirituale. Devo dire che entrare in questa nuova vita è come entrare nell'abbraccio accogliente di Dio, ma vuol dire anche accettare i problemi della vita.
Fin dall'inizio ho sperimentato la difficoltà: per accogliere questa fede e ricevere il battesimo ho dovuto affrontare l'opinione dei miei genitori che si sono opposti con tutta la forza, specialmente durante l'ultimo periodo in cui mi sono avvicinata al battesimo. Per fortuna, ho ricevuto anche l'aiuto di tante persone e continuo a trovare forza nella preghiera.
Nella valigia del missionario
Ritornando in Italia per le vacanze, un missionario porta nella valigia del proprio cuore l'amicizia e l'affetto per i propri genitori, se ancora sono in vita, e tanti ricordi da condividere con le comunità cristiane, con i gruppi parrocchiali e con le persone amiche.
Approfitto di questa opportunità per condividere con voi la gioia del lavoro missionario e le piccole soddisfazioni che ne derivano, per grazia di Dio.
Ogni volta che si avvicina la santa notte della Pasqua, mi torna nell'animo la curiosità di conoscere meglio la molla che scatta nelle persone durante il processo di avvicinamento alla religione cristiana, fino al punto di voler aderire alla chiesa cattolica. Ma al di là della naturale curiosità, la domanda di ogni missionario è questa: come si fa a essere missionari autentici e a donare agli altri la fede in Dio?
L'esperienza maturata in questi anni mi ha portato a puntare tutta l'attenzione sulle persone. Si tratta di un'attenzione particolare, personale. Ho potuto notare la gioia nel profondo del cuore: una gioia difficile da descrivere e che io definisco "il contatto con la grazia di Dio". È certamente una gioia gratuita, che porta alla sorpresa per la propria indegnità e al ringraziamento per l'immensa bontà di Dio.








