Dall’ambone al mondo
Cosa pensiamo quando sentiamo la parola “lettore”? Ad alcuni verrà in mente una persona il cui compito è leggere la Bibbia nelle attività spirituali della Chiesa; oppure uno dei ministri dell’Eucaristia o, più semplicemente, coloro che la domenica proclamano le letture dall’ambone. Tutte queste risposte sono giuste, ma manca qualcosa. Infatti, nel suo cammino di formazione, la Chiesa è stata formata e nata dalla Parola di Dio, perché quando la Parola di Dio è predicata e creduta, è lì che Dio è predicato e creduto (cfr Rm 10,8-18).
Nel cammino di formazione verso il sacerdozio, il ministero del lettorato è considerato come un passo importante in cui al centro si pone la Parola di Dio. Perché vi dico questo? Io sono Putra, vengo dall’Indonesia, e lo scorso gennaio ho ricevuto il ministero del Lettorato. La parola di Dio è essenzialmente “ascoltare” e “fare” (cfr. Lc 8,21). Per me, questo compito che la Chiesa mi affida non è solo un servizio che svolgo per gli altri. Mi sento, innanzitutto, chiamato ad ascoltare e ad applicare ciò che leggo. Ho riflettuto che il lettorato è una chiamata che richiede una grande responsabilità: testimoniare ciò che leggo e vivere ciò che testimonio.
Da ciò mi sono reso conto dell’ampiezza di questo ministero. Infatti, non si tratta solo di un’azione, ma coinvolge la vita stessa del lettore. Il lettore deve indicare - con la sua vita e le sue scelte - il valore e il carattere decisivo della Parola che proclama nel rito. Questa esperienza è per me un invito ad essere più vicino e ad amare la Parola di Dio. Se non mi avvicino e non amo le Scritture, che tipo di immagine di Gesù posso proclamare nella mia vita al mondo? Le Sacre Scritture mi aiutano a conoscere Gesù più profondamente, così da poterlo testimoniare con coraggio e ad alta voce.
Quando ho ricevuto il ministero del Lettorato, ho vissuto così tante emozioni che ho dovuto ricordarmi della responsabilità e dell’onore che mi sono stati concessi. La Parola di Dio letta deve rimanere, vivere e portare frutto in me, come la testimonianza dei due discepoli di Emmaus: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?” (cfr. Lc 24,32). Ovviamente, per realizzare tutto questo, conto anche sulla forza dello Spirito Santo che precede lo stesso testo, è presente tra le sue pagine e accompagna il cammino del suo lettore.







