Una certezza: la Provvidenza c’è!
Uno dei segni della fede in p. Uccelli era la sua fiducia nella Provvidenza, associata alla devozione a san Giuseppe. La sua illimitata fiducia nella Provvidenza gli aveva acquistato nella città di Vicenza fama di santità. Padre Uccelli non solo riceveva “Provvidenza”, ma condivideva quanto riceveva con i poveri e i bisognosi, diventando egli stesso mano della Provvidenza.
A san Guido Conforti egli stesso scriveva: “La Provvidenza quest'anno è più generosa degli anni scorsi, perché vede che la famiglia si è ingrossata. Non ho mai toccato così con mano l'opera della Provvidenza… La Provvidenza ci aiuta in modo tutto speciale e ne siamo contentissimi…
San Giuseppe provvede sempre e proprio bene, anzi tanto bene da lasciarmi restar lì… a pensare.
Questa mattina sono arrivati due quintali di farina gialla, un armadio che ci era necessario e un po’ di fichi che vengono dalla Sicilia… Pochi giorni or sono mi sono arrivate quattro cassette di conserva e condimento, in tutto 800 scatole… Un parroco di qui mi manderà a giorni una botte di vino; e così si sbarca il lunario. Le cose materiali non mi preoccupano troppo. La mia sola paura è di rendermi indegno della Provvidenza.… San Giuseppe è l’economo di questa casa, e se vedesse come provvede pulito! Inculchi... e propaghi la devozione a questo caro santo, e ne vedrà effetti sorprendenti...”.
Il dottor Paliotto Giuseppe, accolto nell’istituto missionario dal servo di Dio, dà questa testimonianza: “Lo dico con pieno convincimento: l’istituto era un miracolo continuo della Provvidenza. Quando si pensa ai miracoli, forse si pensa alla guarigione dei ciechi o che so io. No, no. Per me era un miracolo grandissimo quel mantenere una famiglia numerosa - eravamo tanti ragazzi! - così, di sola carità. Quel clima, quell’ambiente mi restano tuttora dentro.
Era il miracolo in noi della serenità, il miracolo della Provvidenza che lavorava istante dopo istante, con quel santo là, padre Uccelli”.
Ecco la testimonianza della nipote di p. Uccelli, suor Dina Tagliavini, che era andata a trovarlo: “A un certo momento squilla il telefono e lo zio chiede: «Chi desidera?». «Desideriamo padre Uccelli?». «Sono io: cosa volete?». La voce risponde: «Guardate che adesso arriverà un carro con sette damigiane d’olio». Allora p. Uccelli si rivolge a noi e dice: «Vedete, suorine, adesso arriva la Provvidenza!».
Io poi ho osservato che davanti a san Giuseppe c’era un fiaschetto in miniatura, non so se di olio o di vino, una patata e due maccheroni. Era sempre arredato così; e lui ci diceva: «Guardate che ogni giorno qui la Provvidenza viene, per mantenere questi ragazzi!». E noi, che ascoltavamo queste cose, siamo rimaste ammirate, perché questo era un vero miracolo! Ed era anche generoso…”.







