Dall'ultimo racconto di p. Sandro Caglioni
Marzo, mese di frequenti burrasche. Un papà accompagnato da cinque figli, al porto di Padang, Sumatra, cerca di rientrare a Sikakap, isola dell'arcipelago Mentawai. È già sera, l'unico mezzo è una navicella di pescatori. Si unisce loro una ragazza cattolica, Martina. Ma il brutto tempo impedisce la traversata, e l'imbarcazione viene spinta a Painan, sulla costa, a 70 chilometri. Il mattino seguente rientrano a Padang.
La ragazza terrorizzata, mi cerca e chiede aiuto per trovarle un mezzo per tornare a Sikakap, dove deve riprendere il lavoro. Preferisco accompagnarla dalle suore italiane, che la convincono a rimandare la partenza in attesa d'un tempo migliore. Si fermerà così qualche giorno dalle suore che, avendo operato per anni alle Mentawai, conoscono bene le difficoltà delle traversate nell'oceano.
La stessa sera il papà con i cinque figli riesce a salire su una navetta di legno, la Palinggan: una imbarcazione vecchia e scricchiolante. La legge proibirebbe di prendere passeggeri quando l'imbarcazione trasporta combustibile; ma l'insistenza dell'uomo ha commosso i marinai che lo prendono a bordo come clandestino.
Partono verso mezzanotte, con la speranza di un miglioramento del mare. A bordo nessuna radio. Arrivati in mare aperto, vento e onde altissime sconquassano la piccola imbarcazione. Dopo due giorni giunge a Padang la notizia della scomparsa della Palinggan. Vane le ricerche. Martina che si è vista salva dal naufragio, dopo la permanenza di alcune settimane presso la comunità, chiede di farsi suora, quasi un segno di riconoscimento.
Oggi è religiosa e lavora anche lei in un villaggio delle isole Mentawai.