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Dal 27 al 29 dicembre 2010, sono venuti a trovarci trenta giovani del centro missionario diocesano di Fano, per riposare e riflettere su vari aspetti della vita, in amicizia. Ne abbiamo affrontato uno in particolare, che ci riempie di speranza nonostante le difficoltà per realizzarlo concretamente: il dialogo.

La vita non sia monologo

Il modello del dialogo è cominciato da Dio nella creazione - "non è bene che l'uomo sia solo" -, ma è abbastanza sconosciuto oggi. Molto più conosciuto è il modello contrario, il monologo, che sembra imperare! Chi parla bene, fa ridere e s'impone, magari sfottendo o offendendo gli altri, oggi sembra essere il modello di uomo da diffondere con successo.

Ovviamente non deve essere contraddetto: chi si azzarda a esprimere un altro punto di vista è "nemico". Il monologo sa di terrorismo, che vuole eliminare l'altro che pensa in modo differente. Terroristi non sono solo quelli che mettono bombe o si fanno esplodere, ma anche chi non lascia all'altro la possibilità di esprimersi o di analizzare più in profondità il dissenso.

Capiamo l'attualità e l'esigenza del dialogo in un mondo pieno di individui e di gruppi che si stanno chiudendo nel loro "monologo", dichiarando "guerra santa" a tutti coloro che pensano diversamente. Il dialogo non è solo importante per l'incontro tra le religioni, ma per l'incontro tra le persone. Altrimenti manchiamo di umanità e cadiamo nella bestialità.

Il processo alla missione

Con i giovani abbiamo analizzato un gruppo di adolescenti in cui ciascuno narra lo stesso fatto. Sono affiorate evidenti le differenze di vedute e di interpretazione. Poi ci siamo messi a meditare davanti al principale esponente del dialogo: Gesù Cristo. L'abbiamo anche invocato perché ci inviasse il suo Spirito, che apre i cuori e allarga gli orizzonti tanto limitati di ogni essere umano.

Dopo aver gustato la testimonianza di p. Giovanni Gargano, saveriano in Bangladesh, ci siamo tuffati in un dibattito aprendo una specie di "processo alla missione". Il capo d'accusa era: "È ancora valido annunciare Cristo, o questo significa imporre la nostra fede ad altri?". Una domanda che, cari lettori, v'invitiamo a discutere con altre persone, magari in un gruppo parrocchiale.

I tre giorni si sono conclusi con la Messa presieduta da p. Serge e accompagnata da una banda musicale da far invidia al coro degli angeli e dei santi! Ci siamo lasciati con il desiderio di poter rivivere un'altra esperienza come questa.



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