Cronaca d'autunno in primavera
In ritardo, ma gli eventi sono tanti!
Finalmente “ci siamo!”, esclamerà qualche lettore nel vedersi nelle fotografie di questa pagina. Infatti, siamo già a primavera e solo ora compare la cronaca dell'autunno e inverno passati.
Spero solo che le fotografie e i racconti trovati nei mesi trascorsi, al posto di ciò che si attendeva, non vi abbiano delusi. Erano argomenti che non potevamo rimandare.
Il galateo suggerisce di chiedere scusa, ma non lo faccio, perché sono certo che la pazienza usata per l'attesa è ora compensata dalla gioia di ritrovarsi dopo tanto tempo, quando forse si erano perse le speranze.
Purtroppo, anche questa pagina deluderà qualcuno. Per motivi di spazio, rimandiamo a un'altra occasione la pubblicazione dei gruppi parrocchiali ed ecclesiali, degli incontri e dei seminari. A tutti rivolgo un invito: “tornate a trovarci e passerete alla cronaca!”. Per questa volta diamo l'onore della ribalta ai gruppi “particolari”.
Ospiti in casa saveriana
Riprendiamo dalla fine di ottobre quando per tre giorni, dal 25 al 27, i rettori delle comunità saveriane d'Italia si sono riuniti in assemblea per studiare e progettare il futuro, assieme ai nostri superiori. Hanno riflettuto su un tema affascinante: “Missione sui confini: verso un nuovo progetto di presenza missionaria in Italia”.
Il 13 novembre abbiamo avuto degli ospiti eccezionali: i ragazzi e le ragazze del “Coro san Sisto” della parrocchia di Santerno. Nella serie di ritiri silenziosi con persone attempate, una giornata così piena di giochi e di canti squillanti non può che fare... rumore.
La nostra casa sembra sia “presa di mira” dalle associazioni dei diaconi permanenti, uomini di famiglia e nello stesso tempo collaboratori del clero diocesano. Trovarsi con le proprie mogli, che condividono il loro ruolo, in una comunità di missionari che è una famiglia , penso sia stata la situazione ideale. Così è avvenuto per i diaconi di Forlì, il 19 e 20 novembre, e dal 27 al 29 di dicembre per i diaconi di Cesena.
La spiegazione del motivo per cui le comunità religiose, maschili e femminili, chiedono di venire dai saveriani per una giornata di ritiro spirituale, la danno i partecipanti stessi: “ci troviamo come a casa nostra e ben serviti”. Se così non fosse, il nostro fondatore beato Conforti non sarebbe contento.








