Così ho vissuto il diaconato…
In questi mesi, ho svolto alcune attività pastorali, grazie ai saveriani e ai laici, che mi hanno aiutato a capire meglio cosa voglia dire la diaconia, cioè il servire. Nell’ambito dell’animazione missionaria, ho avuto il ruolo di osservatore, accompagnatore ed aiutante di p. François e p. Simone. Concretamente, guidavo e accompagnavo la formazione dei diversi gruppi di giovani che ci frequentano e condividono il carisma missionario.
Sono stato anche nelle varie parrocchie, dove i saveriani assistono settimanalmente gruppi di adolescenti, giovani e giovanissimi. Sempre in compagnia dei laici, ho avuto modo di visitare e fare delle esperienze in alcune scuole elementari, superiori e licei.
La realtà dei ‘senza fissa dimora’ è stata un'altra dimensione della quale sono venuto a conoscenza. È un’esperienza molto significativa e concreta del mio essere diacono.
Ho ricevuto lezioni di umanità, sia da parte degli ospiti, sia da parte di coloro che li accolgono.
La mostra interculturale, è stata per me una realtà nuova, alla cui organizzazione ho cercato di contribuire. Grazie alla mostra ho imparato tante belle cose, soprattutto il lavorare assieme. Essa mi ha aiutato a capire cosa vuol dire comunione, condivisione e passione. In questo senso, i laici saveriani mi sono stati maestri. Non avevo mai visto un’armonia, una comunione-condivisione del genere.








