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Corrispondenza dall'Indonesia, Italia e Cameroun

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Il progetto di Timor Est, Indonesia

A lei e a tante anime generose che hanno risposto al "Piccolo Progetto" pubblicato da "Missionari Saveriani" in favore delle nostre opere nell’isola di Timor, il nostro grazie più sincero. Da maggio a settembre sono stati raccolti più di 26 milioni, che noi stiamo usando per procurare cibo, medicine e ricostruzione delle scuole distrutte.

Grazie per tanto interessamento per noi. Dio ci "nutre a guisa di uccelletti" dice la nostra fondatrice s.Maddalena di Canossa, tanto vicina al Conforti nello spirito, ed è vero. Ciò di cui abbiamo bisogno Lui ci dona! Grazie a voi che vi siete fatti mano della Provvidenza. Siamo in fase di ricostruzione delle menti e dei cuori prima di tutto, ma anche delle case distrutte. Noi ne abbiamo avute 4 con rispettive scuole totalmente distrutte e bruciate.

Siamo in fase di ricostruzione fra enormi difficoltà umane, soprattutto per accogliere le ragazze che vertono in grave pericolo morale con la presenza di tanti stranieri lontani dalle loro famiglie. Ricordiamo tutti voi nelle nostre povere preghiere.

  • Canossiane di Timor Est, Indonesia

Volete musica? Siamo a disposizione. Perché rifiutare un concertino?

Chi scrive è un gruppo di persone della provincia di Reggio Emilia. Siamo un nucleo formato da otto elementi: 6 musicisti, 1 tecnico responsabile, uniti da una sana passione per la musica e la gente, oltre al fatto, che alcuni di noi sono confratelli della Gioventù Francescana.

Da tredici anni manteniamo attivo un piccolo complessino musicale: "Nuova civiltà"; a dire il vero, molto più simile ad un’associazione di volontariato che non ad una band vera e propria. Questo è dovuto al carattere umanitario al quale facciamo riferimento nella nostra attività. Per noi, fare musica, vuol dire: stare insieme, divertirsi, parlare alla gente, fare solidarietà con tutta la gente. Noi crediamo nell’importanza di non suonare per questo o per quel luogo, ma per la gente di questo o quel luogo, interprete di sogni, paure, desideri, del quotidiano vivere. Sulla scia del nostro percepire il suono ed il canto, ci muoviamo verso quei posti spesso utilizzati come sinonimo di emarginazione: Centri d’accoglienza, Comunità di recupero, carceri.

Abbiamo deciso di scriverle, nella speranza di riuscire a sollecitare interesse, curiosità nei nostri confronti affinché, insieme, si possa fare qualcosa per abbattere anche un solo mattone di quell’enorme muro costruito sull’indifferenza e l’egoismo, dietro il quale spesso la gente si ripara. Insieme per uno scambio reciproco, un momento di festa con la vostra gente ed i vostri giovani, un concerto, perché vivi nello spirito missionario che ci porta ad investire tempo, energie, denaro nella nostra originale attività musicale.

  • Nuova civiltà, Sandiano – CR - e-mail: enrixbro@libero.it

Anche in Cameroun il Progetto funziona

Mi scuserai il ritardo nello scrivere. Devo da tempo ringraziarti per il tuo continuo interessamento a riguardo del nostro lavoro. Spesso le foto dei nostri giovani compaiono sul tuo giornale con simpatiche didascalie. Anche il nuovo mini Progetto per le ragazze dell’atelier di cucito è stato una lieta sorpresa. Tutto questo mi fa ripensare alla tua sincera amicizia che dura già da più di 40 anni.

Grazie per questa fedeltà che continua a seguirmi anche quando io sono distratto! Spero di poter ricompensare questo tuo impegno con una fedeltà rinnovata nel lavoro che realizzeremo insieme, anche se a distanza. Qui la situazione è difficile: la tensione aumenta, anche perché i vescovi hanno cominciato a parlare chiaro e forte. Speriamo che le cose si risolvano senza troppa violenza. Che il Natale vi porti tutto ciò che di buono desiderate.

  • p. Giorgio Gagliani, Cameroun

"Missionari Saveriani": un notiziario di famiglia

Ricevo "Missionari Saveriani" da tanti anni, che leggo sempre volentieri; lo considero ormai un notiziario di famiglia. Mi piace sentirmi parte della grande famiglia degli Amici dei Saveriani, anche se per quel che posso dare mi si addice il ruolo dell’umile fanciulletta che si presenta solo con cinque pani e due pesci, ma con tanta fede nella forza moltiplicatrice che la misericordia del Signore può esercitare sulla generosità delle persone sensibili. Ora abito a Biella, ma la mia città di origine è Piacenza. Quando ero giovane ho insegnato il catechismo nella parrocchia della Santissima Trinità. La parrocchia era numerosa: 45 classi di ragazzi al catechismo! Venivano ad aiutare i giovani teologi Saveriani, che allora avevano lo Studentato a Piacenza, perciò li consideravo un poco come parte del percorso, il migliore della mia esistenza cristiana, per cui scelgo loro come tramite delle mie offerte.

Mi rincresce che i pupazzetti del calendario non siano piaciuti. Io li ho in grande simpatia perché mi ricordano il primo approccio con le verità della Fede. La mia mamma mi aveva dato il libretto illustrato proprio con angioletti e Gesù disegnati alla maniera di suor Maria Rosa. Mi piaceva tanto sfogliare quelle pagine che non sapevo ancora leggere. Io dico che i bambini avranno senza dubbio guardato volentieri il calendario. Reverendissimo padre, mi scuso per la mia negligenza. Sempre grata per il sostegno spirituale che ricevo dalla lettura di "Missionari Saveriani", prego s.Teresina del Bambino Gesù che renda sicuri, sulle vie dell’apostolato, i passi di tutti voi, generosi e infaticabili Operai della Fede.

  • Maria Luisa, Biella


Risponde Padre Ettore

Com’è piccolo il mondo! Maria Luisa da Piacenza si è trasferita a Biella, io sono vissuto per anni in Indonesia. Non ci siamo più né visti, né sentiti. Del resto, a metà degli anni ‘50, eravamo in tanti a "far catechismo" nella parrocchia della Trinità a Piacenza. Ed ecco oggi, un poco più vecchi e spelacchiati (almeno io) ci si incontra di nuovo sulle pagine di "Missionari Saveriani".

Cara Maria Luisa, ne è passato del tempo: attorno alla chiesa dove insegnavamo il catechismo, oggi, sono sorti nuovi quartieri; i prati dove noi Saveriani giocavamo a pallone sono scomparsi. Pensa che al mio ritorno dall’Indonesia, un giorno, dalla nostra Casa sullo stradone Farnese (c’è ancora una piccola comunità saveriana là), son voluto andare a rivedere la chiesa della Trinità. Un percorso che, "a quei tempi", avrò fatto migliaia di volte.

Ebbene, nonostante la sua mole, non sono riuscito a trovarla. Ho dovuto chiedere a qualcuno. Poi mi ci si è parata davanti: ero vicinissimo; ma ora tutto è cambiato. E fa un immenso piacere ritrovare vecchi amici-amiche che vogliono bene ai Saveriani, e si sentono parte di questa Famiglia. E siete tanti. Ciao, Maria Luisa, e chissà che ci si riveda.

  • p. Ettore, sx.


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