Corre chi avvista la preda, Animazione con Ragazzi
Un racconto antico narra di un giovane monaco che domanda al padre priore: "Come mai tanti abbandonano la vita consacrata?". Il priore rispose raccontando una storia.
Un branco di cani da caccia stava sonnecchiando al sole del pomeriggio. Uno dei cani avvista una lepre; si alza e comincia a correre. Gli altri cani, al vedere il compagno, si alzano e lo seguono con gran confusione. Ma poi, uno ad uno i cani si ritirano, non sapendo dove andare. Continua la corsa solo il cane che aveva avvistato la lepre.
L'entusiasmo e la costanza
Qualcosa di simile può succedere anche ai nostri giovani e ragazzi, quando organizziamo gli incontri di animazione e formazione missionaria nelle parrocchie. Porto un esempio. Al campo estivo di Cingoli, hanno partecipato una cinquantina di ragazzi e animatori di quattro parrocchie. L'esperienza era stata molto gradita e i ragazzi ne erano entusiasti. Perciò abbiamo organizzato un secondo incontro, per rivederci e iniziare un cammino di crescita insieme. Ma alla riunione sono venuti solo un quarto dei ragazzi. Come mai?
Ricordando il racconto del priore, non rimaniamo sorpresi. Nel campo estivo, ci si era incontrati e conosciuti, avevamo assaporato nuove amicizie, ci eravamo entusiasmati, giocando e pregando insieme. Poi, gli impegni per la scuola, per lo sport, per il gruppo di amichetti..., hanno distolto l'attenzione da quella bella esperienza estiva. Forse, è mancata... la lepre!
Dobbiamo avvistare Gesù
La lepre è Cristo. Chi riesce ad avvistarlo, a gustarne il sapore, lo insegue più facilmente e si lascia affascinare da lui. Ne era convinto san Paolo, che correva per poter afferrare il Cristo che amava. Gli altri sembrano correre, ma senza una meta precisa si stancano e piantano lì: "correre dietro a chi?", si domandano. Dobbiamo avvistare Gesù per avere il motivo di correre.
Ecco, Gesù si presenta adesso a noi come un Bambino, un Neonato. E sembra che abbia bisogno di noi. Ci sono troppi Erodi che lo vogliono eliminare. A noi il compito di difendere questo Pargolo. Difenderlo vuol dire "perdere il tempo" per stare con lui. E non si tratta di fare lunghe conversazioni, ma di guardarlo, di contemplarlo. Allora quel Neonato crescerà in noi, diventerà grande: tanto grande che saremo noi a essere guardati e difesi da lui.
In quel secondo incontro, c'erano vari ragazzi "nuovi", che partecipavano per la prima volta. Nel pomeriggio sono arrivati anche i genitori. Abbiamo concluso con la santa Messa.
Ci auguriamo che tutti - o almeno qualcuno di loro - abbia avvistato la preda!








