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Conforti 100 anni fa: Gesù visita ancora il suo popolo

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Scrive p. Ermanno Ferro: "Il 2008 è un anno centenario pieno di Conforti. Il 25 marzo sono 100 anni dalla sua entrata solenne come vescovo di Parma. Era stato nominato coadiutore del vescovo con diritto di successione il 24 settembre 1907, e il vescovo Magani era morto il 12 dicembre di quell'anno. Ma il Conforti ha fissato l'entrata alla data mariana del 25 marzo. Poi, a novembre 1908, indice la prima visita pastorale e l'inizia l'8 dicembre, affermando che vuole conoscere il popolo che Dio gli ha affidato".

In questa ricorrenza, pubblichiamo alcuni pensieri del beato Conforti: ci fanno ammirare il suo animo di pastore.

Dal discorso di ingresso in diocesi (25 marzo 1908):

"Eccomi tutto per voi, e per tutta la vita, compagno indivisibile nei giorni della gioia come in quelli del dolore. Per i ricchi e per i poveri, per i giusti e per i peccatori, per quelli che soffrono, che piangono, per quanti indistintamente appartengono a questa eletta porzione del gregge di Cristo io debbo sentire affetto di padre, anzi, per usare l'incisiva frase dell'apostolo, «viscere di madre che stringe al suo seno il proprio figlio»".

Dal discorso per la prima visita pastorale (8 dicembre 1908):

"Ripongo ogni mia fiducia nell'aiuto di Dio e nella vostra benevolenza e perciò affretto con il più vivo desiderio il momento di vedere tutto il gregge disperso, per continuare in mezzo ad esso l'opera stessa di Gesù Cristo.

Infatti, la missione del Figlio di Dio fu quella di venirci a visitare, per illuminarci e dirigere i nostri passi sulla via della pace. Per questo, poté paragonarsi al Pastore che va a rintracciare le pecorelle smarrite e dire: io conosco le mie pecorelle ed esse conoscono me.

E anche dal cielo egli viene a visitarci a ogni istante, sia per il suo lume con il quale rischiara le nostre menti, sia per le ispirazioni con cui parla ai nostri cuori: ci visita con la grazia che in noi è diffusa dallo Spirito Santo, e con i sacramenti che sono i canali della grazia; soprattutto con l'Eucarestia, per cui egli vivo e vero abita in mezzo a noi.

Ma ciò non bastava: Gesù Cristo volle che qui in terra continuasse in ogni tempo la sua visita pastorale visibile. Perciò, prima di salire al cielo disse agli apostoli: Io mando voi, andate e predicate il vangelo a tutti gli uomini... E gli apostoli, spartita fra loro la terra, come in tante vastissime diocesi, visitarono più volte le chiese da essi fondate e i fedeli convertiti...

Davvero, se la visita pastorale è, come abbiamo detto, la continuazione delle visite di Gesù Cristo, il vescovo deve in essa proporsi quel fine medesimo che ebbe nostro Signore, il quale venne per illuminare noi che siamo nelle tenebre e nelle ombre di morte".



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