Con il lievito del vangelo…
“Missione is possible” è stato il tema scelto dagli animatori saveriani per un campo formativo di mezza giornata, rivolto ai ragazzi del gruppo giovanissimi (14-18 anni). Si è tenuto domenica 29 ottobre nella casa saveriana di Salerno, alla presenza di 20 persone: 13 ragazzi e 7 animatori.
È stato il primo dei quattro campi annuali proposti ai ragazzi, per aiutarli a sviluppare una sensibilità missionaria.
In questo primo campo abbiamo voluto trasmettere il clima gioioso del Festival della missione svolto a Brescia dal 12 al 15 ottobre. Questa gioia missionaria è stata raccontata dai tre partecipanti al festival.
- Giovanni Gargano, parlando sia della sua esperienza missionaria in Bangladesh, ha ribadito che la missione è ancora possibile, perché è il cuore della cristianità. L’attività missionaria in Bangladesh non è finalizzata a convertire l’altro al cristianesimo, ma è una presenza silenziosa come lievito che, anche se non si vede, esiste e ha la capacità di far lievitare tutta la farina.
Laura Littamè, saveriana, ha detto che al Festival ha trovato una chiesa aperta a un modo nuovo di presentarsi alla realtà attuale. Sedersi in un bar con la gente, incontrarsi in una piazza o in un teatro della città, raccontando la bellezza dell’impegno missionario, è stata una scelta giusta per comunicare il vangelo. È davvero la realizzazione di quella chiesa in uscita desiderata da papa Francesco, una chiesa propositiva.
Lavorare insieme è stato un punto forte emerso anche nel Festival. Nel contesto mondiale attuale non è più possibile lavorare in modo individuale, ma piuttosto in equipe, mostrando una chiesa in comunione.
La missione è possibile perché, attraverso l’impegno missionario, Gesù, cuore della fede cristiana, viene annunciato. Per farlo conoscere bisogna stare con la gente, raccontandolo e vivendolo.
Attraverso il racconto, abbiamo cercato di contagiare i ragazzi con lo spirito del lievito evangelico, affinché non abbiano paura di essere cristiani.







