Con il Conforti a Gallico: Festa di comunità
Il 5 novembre, anniversario del passaggio alla vita eterna del Beato Conforti, è festa in famiglia per i Saveriani. Com'è consuetudine per ogni famiglia, anche noi cerchiamo di ritrovarci insieme. Essendo troppo impegnativo per le tre Comunità del meridione andare fino alla Casa Madre di Parma ogni anno una delle Comunità ospita le altre. Quest'anno ha fatto gli onori la Comunità di Gallico (RC), dove, oltre al solito ministero pastorale e di animazione per extracomunitari i Saveriani curano il Santuario della Madonna della Grazia con annesso il Parco della Mondialità ideato e realizzato dal compianto p. Aurelio Canizzaro, che fu il primo apostolo delle isole Mentawai, in Indonesia.
Giunti la sera del 4, dopo un percorso di centinaia di chilometri, siamo stati accolti nella gioia di ritrovarci con un'ottima cena.
I tre classici momenti della festa sono stati il ritiro nella mattinata, il pranzo e la concelebrazione nel Santuario, seguita da un momento di fraternità con la gente. Il ritiro è stato guidato con competenza, passione e senso realistico da p. Giorgio Lanaro. Non poteva non essere un confronto di noi Saveriani 'col Fondatore, in cinque aspetti colti in altrettanti momenti della sua vita.
Il primo momento il suo contemplare e ascoltare il Crocifisso da bambino è un grande esempio per ogni missionario chiamato ad annunciare ciò che ha contemplato. "Quello che i nostri occhi han visto, direbbe s. Giovanni, che i nostri orecchi hanno udito e le nostre mani han palpato, noi vi annunciamo", e che il Papa mette come condizione per il forte "due in altum".
Il secondo quando da vescovo di Ravenna il Conforti ha il coraggio di ritirarsi rinunciando al cardinalato per spirito di trasparenza e coerenza.
Il terzo fu quello di rispondere al Papa con parere negativo sul proprio vescovo, senza paura per la propria carriera: la sincerità con tutti.
Il quarto aspetto lo dimostrò in Cina durante la visita ai suoi missionari, quando sentì il dovere di richiamarli ad uno spirito più evangelico. Farsi cinesi con i cinesi, rinunciando a privilegi pattuiti tra i Governi.
Infine la sua caratteristica di amore fino al sacrificio ricordando un esempio sconosciuto: ad un prete di montagna, sordo ai suoi ammonimenti, alzando la tonaca, disse: "Guarda almeno questi miei piedi gonfi per la strada fatta per poterti parlare". Poi, da vecchio professore di greco, p. Giorgio presenta una originale traduzione del motto che il Conforti ha lasciato ai suoi missionari: "La carità di Cristo ci spinge" meglio tradotto con "la carità di Cristo ci tiene stretti insieme".
E questo per poter essere quei testimoni del Vangelo da poter dire con s. Paolo: "Siate i miei imitatori, come io lo sono di Cristo" a chi vuol conoscere e seguire il nostro ideale. E questo ideale lo abbiamo poi facilmente vissuto in un modesto ristorantino di periferia a conduzione familiare che, a prezzo di beneficenza, ci ha fatto gustare le tante specialità calabresi, compresa la simpatia; e durante la concelebrazione vespertina nel Santuario della Madonna della Grazia.
La tentazione di visitare un pezzettino di Sicilia, appena di" là delle Stretto di Messina, era tanto forte che qualcuno non ha resistito ... anche per sentirsi più stretto nella carità.








