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Come vivere la missione da laici in Italia

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La conoscenza del Laicato Missionario Saveriano è stata per noi una tappa fondamentale del nostro cammino di ricerca del progetto di Dio sulla nostra vita, una scoperta che ci ha colmato di gioia e gratitudine. Il contatto con la realtà della missione ad gentes ha dato nuovo slancio alla nostra fede, suscitando in noi l'esigenza della condivisione sul piano della fede e della vita. Il nostro essere sposi e genitori, l'essere diacono e catechista, anche se vissuti in pienezza, non riuscivano ad esprimere del tutto l'urgenza che avvertivamo dentro di noi di un impegno più radicale.

Già negli anni giovanili eravamo legati da una comune e grande amicizia con un Saveriano, allora nella Casa saveriana di s. Pietro in Vincoli. Quando si trasferì a Salerno ci fece conoscere il Movimento dei Laici Missionari Saveriani e ci invitò a frequentarli con regolarità, partecipando agli incontri mensili. Abbiamo avuto la fortuna e la gioia di una breve esperienza in Congo: breve, ma indimenticabile, un punto di riferimento per il nostro impegno.

Apparentemente, rispetto a qualche anno fa, la nostra vita non sembra cambiata di molto, e invece tutto è in qualche modo cambiato. Nel nostro operare c'è ora uno stile nuovo, una novità forse impercettibile superficialmente, ma senza dubbio presente e che dà una carica speciale alla nostra vita quotidiana.

Viviamo la centralità del Cristo in tutto ciò che facciamo, cercando di cogliere la sua presenza in ogni avvenimento e aprendo il nostro orizzonte sino ai confini del mondo. Pur lavorando, soffrendo e amando qui dove il Signore ci ha chiamati a vivere, sentiamo i nostri cuori battere all'unisono con i nostri fratelli e sorelle che nelle missioni amano, soffrono, lavorano per estendere il Regno di Dio.

Appartenere al Laicato Saveriano diventa un modo di essere, uno stile di vita particolarissimo: ci spinge ad un impegno costante, una vera passione per l'annuncio. Conoscere Cristo e sapere che la maggioranza delle persone non sono ancora state raggiunte dalla lieta notizia ci fa vivere una tensione alla partenza che diventa progetto di collaborazione nella preghiera, nel sacrificio e nella partecipazione all'animazione missionaria da noi.

Non a tutti è dato di partire. Chi dal Signore viene scelto per una partenza effettiva, opera, soffre, ama anche in forza e per la forza di chi rimanendo qui ha un cuore profondamente missionario dilaniato fino ai confini del mondo.

Carmine e Nuccia,
laici Saveriani



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