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Come un cuore: Riuniti attorno alla Parola

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Tutti i padri presenti nella nostra Casa sono impegnati a vivere l'ideale missionario. La nostra vocazione missionaria ci spinge a comunicare a tutti quello che abbiamo dentro il cuore: Gesù Cristo, figlio di Dio, morto e risorto per tutti. C'è tanto bisogno oggi nella nostra Chiesa italiana, e quindi anche nella archidiocesi di Udine, che i cristiani prendano sempre maggiore consapevolezza della vocazione battesimale e della sua dimensione missionaria.

Siamo inseriti in una Chiesa con stupende espressioni di fede, di apertura anche verso i problemi del Terzo Mondo, di gemellaggi, di scambi; ma dove ancora il vero senso dell'essere e del vivere come "missionari ad gentes" non è sufficientemente sentito e quindi vissuto.

Ecco allora perché noi vorremmo, con molta semplicità, ma con incisione, metterci al servizio di questa Chiesa locale per aiutarla a crescere nella dimensione missionaria. Vorremmo che la nostra Casa, tra l'altro costruita con l'aiuto generoso e sempre costante di tanta gente non ricca, divenga sempre più il cuore che pulsa per la missione universale. Un cuore sano, che batte regolarmente, che pompa il sangue fino alle estreme periferie del nostro corpo, è segno di vita lunga e salutare.

Quando una Chiesa locale vive la dimensione della missione, cioè quando pensa al "qui" e al "lontano" contemporaneamente, allora cresce veramente in tutti i sensi, si proietta con coraggio verso il domani e riesce a superare tutte le eventuali difficoltà che la vita di ogni giorno ci presenta. La sfida, insomma del momento attuale, viene  affrontata con coraggio e con occhio evangelico.

Certo ci sono tanti problemi concreti da risolvere nelle nostre parrocchie. Bisogna saper accettare il momento delicato di tanta gente che lascia, che sembra vivere ugualmente bene senza la Chiesa. Come uscire da questa situazione? Da dove cominciare? Non ci sono ricette pronte. Si tratta di rimanere aperti allo Spirito, che certamente sarà capace di trovare soluzioni anche per i nostri problemi attuali. Il confronto, però, con le giovani Chiese dell'Africa, dell'Asia o dell'America Latina ci può essere di grande aiuto.

Nella città di Udine vengono celebrate, tra il sabato e domenica, una sessantina di messe. Non è difficile trovare qualche persona che si lamenta ancora perché ne vorrebbe qualcuna di più in orari più confacenti ai bisogni. Ebbene nella diocesi di Abaetetuba (Amazzonia brasiliana dove io lavoro) vengono celebrate in tutta la diocesi la stessa quantità di messe (gli abitanti sono 400.000) sempre tra il sabato e la domenica. Non è possibile fare di più, perché i sacerdoti sono appena 20!

E allora per la maggior parte dei cristiani praticanti, che possono avere la gioia della messa solo 3 o 4 volte all'anno, che fare? In attesa di soluzioni migliori, il che significa di un numero maggiore di sacerdoti, si celebra il culto. Quasi tutti i cristiani si ritrovano alla domenica insieme per celebrare il “culto”. Si tratta della celebrazione della Parola fatto con proprietà e con grande partecipazione.

Insomma è proprio vero che anche oggi chi fa crescere una comunità cristiana è proprio la Parola di Dio. Come succedeva tra i primi cristiani (vedi Atti). Anche da noi si potrebbe mettere al centro un po’ di più concretamente la Parola di Dio.

A pieno ritmo

La nostra comunità rinnovata nelle persone (p.Carlo è stato eletto ViceRegionale dei Saveriani presenti in Italia) nell’annuale programmazione ha sottolineato la sua piena disponibilità nel servire le parrocchie per una “iniezione” di missionarietà.

Quindi, sia in Casa come fuori noi vorremmo, con l’aiuto di Dio, anche durante quest’anno di lavoro pastorale che inizia con questo mese, essere la memoria della missione ad gentes per la Chiesa locale, ossia quel cuore che batte sempre per l’impegno verso coloro che ancora non conoscono il Signore Gesù.

E non sono pochi: oltre tre miliardi! Vogliamo proprio sognare che i catechisti e i parroci ci invitino nelle loro parrocchie per conoscere sempre meglio la proposta che Gesù Cristo ha lasciato alla sua Chiesa: "Portate il mio annuncio a tutte le genti; dite loro quello che io ho fatto e desidero fare per ogni creatura che vive sulla terra".



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