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Come nasce una delegata missionaria

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Diversi anni fa, mi sono ritrovata, per caso, ad accompagnare le francescane di Borore ad un convegno, ospitato dai saveriani a Macomer. Lì, ho incontrato p. Marzarotto, che mi ha chiesto di fare la delegata. Da allora, la collaborazione continua.

I missionari che seguono le delegate del Nord Sardegna sono venuti a trovarmi e abbiamo iniziato una amicizia virtuale (in chat) con le altre delegate. Tutto ciò ci ha fatto sentire più unite, non solo sulla missione, ma anche a livello umano. Lo si è visto, ad esempio, quando ci sono stati gli incendi nel Montiferru. Ci siamo attivate per fare arrivare gli aiuti, ma soprattutto per incoraggiare le nostre amiche.
Questo periodo di pandemia ci ha costrette all’isolamento forzato e ha mostrato la fragilità dell’essere umano. Ma, nonostante tutto, ha fatto emergere alcuni elementi positivi del nostro vivere. Come dice la canzone di Roby Facchinetti, composta per Bergamo, “quei giorni hanno cambiato i nostri giorni”.

Speriamo di poter riprendere gli incontri formativi, le giornate di spiritualità e anche l’impegno per qualche progetto missionario. Nel nostro piccolo, nel nostro paese, sarebbe bello tornare a far visita agli ammalati e agli anziani per offrire sostegno e alleviare il dolore. Così come parlare anche delle esperienze missionarie con i gruppi delle nostre parrocchie. Sappiamo che l’età avanza per tutti ed è sempre più difficile trovare qualcuno con cui condividere l’impegno di annuncio missionario nel nostro territorio. Ma non perdiamo la voglia di continuare ad incoraggiare altri, con l’aiuto del Signore e di Maria.
Le difficoltà, le amare sorprese possono creare ostacoli, ma aiutandoci insieme, delegate e missionari, ce la faremo. La preghiera reciproca ci dà la forza di continuare, con la speranza che anche altri missionari possano tornare a percorrere le strade della Sardegna, per “fare del mondo una sola famiglia”, come diceva san Guido Maria Conforti. Grazie a tutti i missionari.

A proposito di delegate, se n'è andata in silenzio, il 26 ottobre scorso, Caterina Serra. Catechista per oltre 50 anni a Villanova Monteleone (SS), dove abitava, ha dedicato tutta la sua vita a Dio. Attivista dell’Azione Cattolica, è stata impegnata nel gruppo delle francescane, dove ricopriva il ruolo di ministra. Aveva 84 anni. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto nella comunità parrocchiale di Villanova, che ne ha sempre apprezzato l'impegno, la dedizione verso le attività pastorali e la profonda fede. 
Amava le missioni e ha cercato di entusiasmare la gente del proprio paese. Ora, è in Paradiso a raccogliere i frutti del suo impegno. Che il Signore l’accolga nella sua pace e nella sua gioia. I missionari la ricordano in modo particolare e le dicono “grazie” dal più profondo del cuore (p. O. Ferro, sx).



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