Ciao p. Matia, grazie di tutto
Nella comunità saveriana di Ancona sono in atto alcuni cambiamenti. Dopo l'estate p. Giovanni Matteazzi (a tutti noto come "padre Matia") si trasferirà a Parma, nella comunità degli studenti di teologia. Al suo posto, è già arrivato p. Giuseppe Veniero, con una lunga esperienza missionaria in Congo. È lui il nuovo "maestro" dei novizi.
Presto sbarcherà anche p. Enzo Tonini, missionario in Colombia. Seguirà gli aspiranti missionari e l'animazione vocazionale nelle Marche. Da settembre, infatti, insieme ai novizi la comunità di Ancona accoglierà anche i giovani aspiranti alla vita saveriana, che finora era ospiti a Desio, in Brianza.
Padre Matia è stato in Bangladesh dove, oltre all'attività missionaria, si è dedicato alla formazione dei giovani bengalesi che manifestavano il desiderio di diventare saveriani. Nel 2006 è stato chiamato a continuare la missione ad Ancona come "maestro" dei novizi. Sono in tanti a salutarlo e a ringraziarlo. Ognuno ha i suoi motivi...
La "M" maiuscola
Pur rimpiangendo il Bangladesh, sono certo che p. Matia sia stato felice ad Ancona, anche perché ha trovato modo di condividere con tante persone la sua esperienza di vita e di fede. Questa è la missione con la "M" maiuscola, ed è anche il carattere che lo distingue: sapersi adattare alle situazioni in cui si trova dando sempre il meglio di sé. Qualcuno pensa che la sua partenza da Ancona sia un problema? Beh, Richard Bach dice: "Quando hai davanti un problema, guardagli nelle mani: vedrai che ha un regalo per te". (Gildo Coperchio, sx - Passo Treia)
La missione ogni giorno
Caro Matia, non è da tanto che sei tra noi, ma ci sembra di conoscerti da sempre. In varie occasioni ci hai raccontato di te, della tua vocazione, della tua missione in Bangladesh. Ti abbiamo ascoltato con interesse, qualche volta increduli... Con la tua simpatia e disponibilità ci hai mostrato e rafforzato la missione cristiana che dobbiamo vivere ogni giorno, con la voglia di fare del mondo una sola famiglia. Grazie per le emozioni che ci hai trasmesso, per il desiderio di proseguire nel cammino personale di ognuno di noi. Ti auguriamo di poter continuare nella tua vocazione missionaria lungo le strade che si aprono nel futuro, con la speranza di tenerti come esempio e di rincontrarti presto. (Luigi e Fatma - Offagna e Filottrano)
Una pazienza infinita!
Ho conosciuto p. Matia frequentando il gruppo "Giovani in Missione". Per un periodo lui si è occupato della parte spirituale. È una persona speciale, riservata, ma allo stesso tempo proiettata verso gli altri, e vive la missione con entusiasmo. Che bello ascoltarlo quando racconta la missione: il Bangladesh diventa quasi un paese familiare attraverso le sue parole. Che dire poi della sua pazienza e delle capacità di ascolto delle esigenze di tutti! (Giusy - Matera)
I poveri ti salutano
Salutare un amico, un fratello, un direttore spirituale non è mai facile. Per me sei stato e sei tutto questo. Tanti di noi dell'associazione "Servizio di strada Onlus" non possono dimenticare quanto bene hai voluto ai poveri della città. Hai aiutato i bisognosi sia con il pane materiale che con il "pane spirituale". Li hai ospitati, li hai accolti, li hai amati. Nella casa dei saveriani abbiamo vissuto con i poveri tanti momenti di incontro e di festa. Molti in città ti ricorderanno. Grazie per la testimonianza missionaria che ci hai dato. (Marco - Ancona)
Quei preziosi consigli
Da quando lo conosco, p. Matia non ha mai smesso di ricordarmi quanto Dio mi ama, in qualsiasi momento della mia giornata e della mia vita, nonostante gli errori e le difficoltà. Lo ha fatto non solo a parole, ma con l'accoglienza che mi ha sempre dimostrato. Più di una volta ha dovuto ascoltarmi per ore, mentre ero in preda a forte sconforto; mai mi ha fatta sentire a disagio. Con la "stoica" tranquillità di chi ha fondato la propria vita sull'amore di Cristo, lui è riuscito a riportarmi sulla via della speranza e della pace, dandomi preziosi consigli per il mio cammino. (Erika G. - Agugliano)
Come un motore diesel...
Jacopo stava svolgendo il servizio civile dai saveriani, quando io ho conosciuto p. Matia durante una Messa. Rimasi colpita per la passione con cui raccontava nell'omelia i quindici anni di missione in Bangladesh. Pochi giorni dopo, assieme a Jacopo, l'ho incontrato dai saveriani e mi complimentai per quello che aveva detto: "Lei è entrato nei cuori di tutti!". Sentendo queste parole, subito mi fermò: "Lei chi? C'è qualcuno dietro di me?".
Così ho conosciuto p. Matia, il "maestro" sempre pronto a farti sorridere quando meno te l'aspetti. Jacopo, ha avuto la possibilità di frequentarlo giorno dopo giorno. Dietro al "maestro" gli si è rivelato anche l'uomo, aperto verso tutti e per il quale qualsiasi cosa è spunto per arricchirsi reciprocamente.
È sempre accogliente e attento ad ascoltare gli ospiti davanti a una buona cioccolata calda o a un cappuccino! (Ilaria e Jacopo - Camerano e Ancona)
L'incontro con p. Matia è avvenuto durante la preparazione al nostro matrimonio, nell'estate del 2007. La sorpresa più grande è stata quella di trovarlo sull'altare a concelebrare la Messa insieme a coloro che ci erano più cari. La nostra conoscenza è avvenuta pian piano, come un motore diesel. Ci siamo avvicinanti, parlati, conosciuti e abbiamo condiviso le nostre esperienze. Grazie a lui abbiamo compreso che la bontà e la mitezza sono un valore, non un difetto. Da lui abbiamo imparato che a volte le parole dette sottovoce scavano dentro e arrivano al cuore. (Luca, Silvia e Febe - Palombina)








