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Fermiamo armi e guerre. “Missione Oggi”, “Mosaico di Pace” e “Nigrizia”, le tre riviste promotrici, insieme al movimento Pax Christi Italia, della Campagna di pressione alle “banche armate”, invitano il governo italiano a revocare le licenze per forniture di armi a Israele. Negli ultimi anni, infatti, i contratti per sistemi militari tra Italia e Israele hanno segnato un’impennata, nonostante l’escalation delle violazioni da parte delle forze militari israeliane, come avvenuto anche nelle ultime settimane. Le tre riviste invitano anche le associazioni e i correntisti a valutare se le rispettive banche sono coinvolte nella compravendita di armi a Israele.
Medici Senza Frontiere (MSF) segnala che a Gaza sale il bilancio delle vittime civili degli attacchi. La situazione è critica e gli aiuti non possono entrare. Gli attacchi hanno danneggiato molte strade che portano agli ospedali, per cui l’accesso all’assistenza sanitaria per le persone con ferite gravi è fortemente limitato.
L’iniziativa delle riviste si aggiunge a quella di pressione sul Governo e Parlamento italiani affinché sia ratificato il "Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari", entrato in vigore lo scorso 22 gennaio 2021.
In un’intervista, mons. Ricchiuti, presidente di Pax Christi e vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, ha dichiarato: “Il papa è stato chiaro… Le aziende belliche devono essere riconvertite. La gente è stanca e ha bisogno di informazione sincera, veritiera. I grandi media sfiorano appena queste tematiche. Come è possibile spendere 90 milioni di euro per un F-35, quando la sanità attorno a noi è macerie? Arriviamo al paradosso che vendiamo armi alla Libia che poi sono utilizzate contro i nostri pescherecci e i nostri pescatori. Per me è intollerabile, ad esempio, che la Cei si appoggi a Unicredit, in cima alla lista delle cosiddette Banche armate. Anche se qualche segnale positivo sta arrivando in questo senso. E pure la politica ha bisogno di visioni nuove”.

p.6 debyObiettivo Africa. In Ciad, il presidente Idriss Deby, 68 anni, è deceduto il 20 aprile scorso, probabilmente caduto in combattimento contro i ribelli del Fact (Fronte per l’alternanza e la concordia nel Ciad). Deby era giunto al potere con un colpo di Stato il 1° dicembre 1990, spodestando Hissène Habré, in un Paese la cui storia sembra essere un’interminabile lotta per il potere, compresa l’ultima campagna elettorale. Deby era baluardo della lotta anti jihadista nel Sahel, primo alleato della Francia che lo ha salvato più volte in extremis. Ma la versione ufficiale sulla morte di Deby non convince tutti. La Chiesa ciadiana si dice pronta a dare il suo contributo per un dialogo inclusivo. Di questa Chiesa fanno parte anche 16 saveriani presenti in tre diocesi, con una comunità alla periferia della capitale N’Djamena, dove la tensione è maggiore nell’attesa di una soluzione. Intanto, è stato nominato Albert Pahimi Padacké primo ministro del governo di transizione.
In Congo RD, è entrato in vigore lo stato d’assedio nelle province del Nord Kivu e dell’Ituri, proclamato il 3 maggio dal Presidente Félix Tshisekedi. La decisione è stata presa dopo aver ascoltato il grido di angoscia della popolazione, provata da conflitti e barbarie.
In Sierra Leone, sono trascorsi 30 anni dall’inizio di una delle guerre più sanguinose. In questo tempo, la Chiesa ha avuto un ruolo chiave nel consolidare pace e democrazia, anche durante il conflitto. Il Paese ha dovuto far fronte a tanti problemi oltre al conflitto: la diffusione di Ebola, ora la pandemia e un livello di gravissima povertà da cui stenta a uscire. Nonostante la ricchezza di risorse, ha il più basso reddito pro capite del mondo.

p.6 MSF nave Go Barents 02Scegliere di non scegliere. Il governo greco ha dato ordine di chiudere il campo di Kara Pete 1 sull’isola di Lesbo, uno dei pochi luoghi che garantiva sicurezza e dignità a circa 400 uomini, donne e bambini vulnerabili. Saranno trasferiti nel nuovo campo Moria 2 che non garantisce sicurezza e dignità. MSF ribadisce a Grecia ed Unione Europea: “Smettetela di trattare le persone come dei numeri, garantite la loro sicurezza, adesso!". Intanto, la stessa MSF ha annunciato di aver ripreso le attività salvavita nel Mediterraneo con una nuova nave, la Geo Barents, per soccorrere persone in pericolo e fornire loro assistenza medica d’emergenza. La presidente MSF Lodesani ha dichiarato: “Di fronte a morti incessanti, obbligati a tornare in mare”.
Ma l’azione di MSF si rivolge anche Oltreoceano. Infatti, la nuova intesa tra Stati Uniti, Messico, Honduras e Guatemala, che rafforza la militarizzazione delle frontiere, porterà ad un’ulteriore criminalizzazione di migranti e rifugiati, lasciati sempre più esposti alle violenze della malavita organizzata e alla pandemia di Covid-19. “Ancora una volta stiamo assistendo alla costruzione di barriere fisiche, burocratiche e di sicurezza per bloccare le procedure d’asilo e fermare la libera circolazione di persone che fuggono dal proprio paese a causa delle violenze. Mentre gli Stati Uniti bloccano ed espellono in massa i nuovi arrivati, il Messico li reprime e li detiene in massa”.

Le iniziative

Colombia e Vietnam

Davanti alle vittime, ai feriti e ai continui scontri a Cali, in Colombia, il vescovo mons. Darío de Jesús Monsalve Mejía ha proposto di creare una “Commissione Umanitaria”, per superare con il dialogo questo momento difficile. Il vescovo ha denunciato l'uso delle armi da parte dell'esercito contro i manifestanti, tra i quali anche i membri delle commissioni della chiesa cattolica che manifestavano pacificamente. La situazione politico-sociale della Colombia è entrata in crisi. Al governo di Iván Duque si chiede di ritirare il progetto di riforma fiscale, che prevede un aumento delle tasse.
p.6 nguyenP. Dinh Anh Nhue Nguyen, frate francescano vietnamita è il nuovo Segretario Generale della Pontificia Unione Missionaria. Succede a p. Fabrizio Meroni, del PIME. Nato nel 1970 a Qui Nhon, ingegnere elettronico, è professore ordinario di Esegesi e Teologia biblica. Autore di numerosi libri e articoli scientifici, parla correntemente sette lingue.

Le voci della missione

Non esiste un’unica emergenza

p.6 agente neonato foto mare ceuta“La vergogna umanitaria dei nuovi migranti morti nel Mediterraneo pone gli Stati nazionali davanti alla loro stessa responsabilità di dover rispondere al loro grido d’aiuto. Non possiamo voltarci pensando che l’unica emergenza di oggi sia la pandemia Covid. La crisi sociale, economica, le violenze, continuano a esserci quotidianamente in ogni angolo del pianeta”. Lo affermano le Scalabriniane, impegnate da sempre nell’accoglienza dei migranti.
Il programma Bon Pasteur Kolwezi, sostenuto dalle suore del Buon Pastore in Congo RD, ha vinto il riconoscimento annuale della Thomson Reuters Foundation, che premia le aziende in grado di eliminare il lavoro forzato dalle loro filiere di approvvigionamento e le organizzazioni no-profit che contrastano le forme di schiavitù moderna. In questo caso, si tratta del lavoro nel settore minerario (cobalto in particolare).
Nemmeno il tempo di annunciarlo come vescovo eletto di Rumbek in Sud Sudan che mons. Cristian Carlassare è stato vittima di un attentato, dal quale si è ripreso. Pare sia stata un’intimidazione di stampo mafioso, conseguenza dei problemi etnici sul territorio, in una diocesi vacante da 10 anni, dalla morte di p. Cesare Mazzolari. Il cammino della pace è ancora lungo.
p.6 Nadia De MunariNadia de Munari, missionaria laica italiana di 50 anni dell'Operazione Mato Grosso in Perù, è stata aggredita e uccisa il 21 aprile nella casa famiglia "Mamma mia" dove abitava e lavorava. Era responsabile di sei asili nido e di una scuola elementare per 500 bambini e delle mense per i poveri. Nadia era in Perù da quasi trent’anni. È ricordata come una donna sorridente, solare e altruista, che ha dedicato la sua vita agli ultimi della società.

Una storia speciale

La Casa degli angeli

p.6 Casa di accoglienza 5Da un anno e mezzo, ha la responsabilità della Casa degli Angeli di Pak Kret, a nord di Nonthaburi, in Thailandia. Lei è Andreina Volpi, membro dell’Associazione Papa Giovanni XXIII di Rimini. Ha preso il posto della saveriana Angela Bertelli (che l’ha fondata nel 2010) in questa struttura che ospita bambini portatori di disabilità. Ma la casa famiglia, ogni giorno, accoglie anche bambini che si recano insieme alle mamme per vivere la quotidianità con gli altri ospiti. “Confidiamo nell’arrivo di altri fratelli e sorelle per poter aprirci all’ambiente esterno, alla conoscenza di persone che vivono nello slum e per intessere relazioni un po' più ampie”. Le saveriane hanno sostenuto la struttura fino a quando, lo scorso anno, la Comunità di don Oreste Benzi ha acquisito la casa, “mantenendo comunque gli stili di vita precedenti”, conclude Andreina.



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