Ci sono tanti giovani che...
Il meeting missionario della Lombardia
Lo scorso 2 giugno il centro giovanile 2000 di Chiari (BS) ha ospitato il meeting missionario giovanile. Quasi 150 giovani, provenienti da diverse zone della Lombardia, hanno pregato e riflettuto insieme sul tema “Eucaristia e missione”. Durante la giornata abbiamo ascoltato l’emozionante testimonianza del saveriano p. Silvio Turazzi e l’intervento del vescovo ausiliare di Brescia, mons. Francesco Beschi.
“Mangia, va, annuncia!”
Durante l’incontro, abbiamo capito che l’Eucaristia è molto più di un pane. È Gesù crocefisso e risorto che su quella croce spalanca le braccia all’umanità. Le parole di p. Silvio e del vescovo ci hanno incoraggiato a non avere paura, a non ripiegarci su noi stessi, a non chiuderci nel nostro mondo fatto di tante cose materiali. Ci hanno spinto a uscire dal nostro guscio, a realizzare ciò che desideriamo veramente, anche se questo può richiederci sacrifici. Ci hanno insegnato che la missione non è solo donare, ma è soprattutto incontrare, camminare insieme, amare, aiutare, trasmettere speranza, gioia e fiducia.
Una forte provocazione ci è stata offerta attraverso lo slogan “mangia, va’ e annuncia”. Mangia, cioè incontra Dio! Solo lui, con il suo amore, fa gustare il vero senso della vita. Va’, ossia non stare rinchiuso nella tua realtà; esiste un’umanità fuori che ha bisogno di te. Annuncia, trasmetti a chi non ha avuto la tua fortuna di incontrare Dio, l’amore che lui ti ha donato.
Partiamo e riceviamo
Aver partecipato al meeting è stata una grande fortuna. Nella nostra realtà ci sono giovani particolarmente sensibili e interessati alle difficili situazioni del mondo. Sono persone che vogliono capire il perché di tante ingiustizie e che, pian piano, cercano di cambiare qualcosa. Sono quei giovani che tentano di sensibilizzare alla pace, alla fratellanza e che dicono no alla guerra. Sono giovani che hanno voglia di mettersi in gioco per gli altri, per coloro che sono dimenticati, o che molte volte fa comodo dimenticare.
Per questo, il centro giovanile propone ogni anno esperienze estive di mondialità in terre lontane: Argentina, Burundi, Congo, Brasile. Molti hanno già vissuto queste esperienze e altri partiranno in agosto. Non hanno la presunzione di fare grandi cose. Partono per incontrare, per trasmettere speranza, per condividere un pezzo di strada con chi è meno fortunato di loro.
Nello stesso tempo, anche noi accogliamo giovani di diversi paesi europei che arrivano al centro giovanile per offrire il loro servizio di volontariato ai nostri bambini e ragazzi.
Tanti volti nuovi, con Dio
L’ottimo risultato di queste iniziative è la conferma che vale davvero la pena di alzare lo sguardo verso orizzonti lontani. Nonostante le difficoltà e la stanchezza, non dobbiamo fermarci al primo ostacolo, ma continuare a camminare sulla strada tracciata: alzarsi, mangiare, partire e annunciare. Noi del centro giovanile di Chiari abbiamo spalancato la porta al mondo e ringraziamo tutti: i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al meeting; i missionari che l’hanno preparato e che hanno scelto di passare una giornata con noi; don Piero che ha accettato l’invito.
Accettando di accogliere, abbiamo cercato di rendere l’ambiente ospitale, abbiamo preparato i luoghi degli incontri e i cartelloni informativi. Soprattutto, abbiamo incontrato volti nuovi; volti di gente che crede in qualcosa di grande; che sogna, spera e si impegna per un mondo migliore; che trasmette speranza; che ha voglia di condividere i valori in cui crede, le esperienze, le difficoltà e i desideri. In questo incontro ho sentito la presenza del Signore. L’ho sentita in ogni persona che ho potuto conoscere. L’ho sentita attraverso la splendida e originale Eucaristia vissuta insieme.
Tutti i giorni come questo
La cosa che più mi ha impressionato dei giovani partecipanti al meeting, è che mi hanno accolto molto calorosamente. Mi ha colpito la loro apertura, lo scambio di sorrisi, il loro parlare di tutto. In gruppi, abbiamo parlato dell’Eucaristia e della missione. Una ragazza ha detto che qualche volta in chiesa si sente sola, perché nessuno si guarda o scambia il segno della pace. Diceva che è come se ci sia paura che l’altro lo tocchi. Tutto questo è triste, perché non si sente l’unità. Sembra che tutti abbiano dimenticato perché andiamo in chiesa.
Anch’io qualche volta mi sono sentita così. Ma non in questo giorno, che è stato bello dall’inizio alla fine. Ovunque guardassi, vedevo volti che sorridevano. Il pranzo è stato molto familiare: abbiamo mangiato tutti e tutto insieme. Ognuno ha raccontato dove è stato e cosa intende fare in futuro. Qualcuno mi ha fermato per parlare un po’; da qualcun altro ho ricevuto inviti per andare a trovarlo. Mi sembrava di conoscerli da tanto tempo. Mi sono sentita davvero bene.
La Messa è stata piena di gioia e allegria. Anche lo scambio della pace è stato vero. Mi sono sentita orgogliosa di essere cristiana. È stato bello! Vorrei avere tutti i giorni così, con tanta energia e serenità, come il 2 giugno.
Auguro anche a tutti voi, così tanta serenità!







