Chiamati alla missione: Senza guida non si cammina
Il nostro mondo abbonda di maestri, che creano scuole e correnti di pensiero, mode e voghe passeggere, ma è povero di padri e madri spirituali. Già nel 1974, Paolo VI aveva detto: “L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri”.
Il Papa affermava un sentimento comune di rifiuto nei confronti dell’eccesso di teorie e di ideologie, che non hanno i piedi per terra e non sono contro-bilanciate dalla testimonianza. Un rifiuto che, grazie a Dio, persiste nel tempo, specialmente tra i giovani, ma che, purtroppo, non riesce ad averla vinta sui tanti maestri, teoricamente perfetti e profeticamente vuoti, che imperversano nel campo dell’educazione e della formazione.
Oggi, a trent’anni di distanza, quella celebre frase di Paolo VI non ha perduto la sua carica profetica. Dico questo pensando in primo luogo ai giovani che sono in ricerca di vita e di verità, nella confusione del post-moderno. Essi faticano a trovare dei maestri, che siano anche padri e madri spirituali: a scuola e in parrocchia, all’università e all’oratorio. È di questa paternità e maternità che i giovani hanno bisogno. Ecco alcune riflessioni.
Per andare in montagna non si sceglie una guida a caso. A maggior ragione, nella vita spirituale.
Normalmente da una buona guida alpina si esigono tre cose:
· conoscenza pratica, e non solo teorica, della montagna;
· capacità di orientamento, per evitare il rischio di smarrimento;
· perspicacia nell’intuire e ponderare le reali possibilità dei partecipanti all’impresa.
Lo stesso si può dire di una buona guida spirituale, cui non possono in ogni caso mancare:
· una buona conoscenza di Dio;
· una buona capacità di discernimento;
· la conoscenza del cuore dei figli spirituali.
Su questi tre punti vi invito ad essere esigenti con i vostri padri spirituali.
La conoscenza di Dio: che ve ne pare di un padre spirituale che conosce Dio solo dai libri? Come potrà condurvi a Dio, se lui stesso non ne ha esperienza; se non è un vero amico di Dio? Un buon padre spirituale si conosce non dal numero di libri di teologia letti o scritti, ma dall’esperienza di Dio che possiede. Cercate, dunque, un padre o una madre spirituali che siano veri conoscitori ed esperti di Dio.
Il discernimento: che ne dite di una guida spirituale che, di fronte al racconto di voi stessi e della vostra storia, non sa discernere un pensiero buono da uno malvagio? Un buon padre spirituale sa distinguere, nei vostri sentimenti e stati d’animo, la presenza di Dio da quella del maligno.
Come può orientarvi una guida che non sa individuare l’origine dei vostri pensieri e non ha il coraggio di prendere posizione?
Cercate, dunque, un padre o una madre spirituali che non vi diano subito ragione, che non diventino vostri complici, ma che siano capaci di resistervi, di vedere oltre, con gli occhi di Dio, di dirvi con coraggio la Parola di Dio.
La conoscenza del cuore: per conoscere Dio, bisogna conoscere anche se stessi. Non in modo superficiale e generico, ma in modo penetrante. E’ necessaria la conoscenza del cuore. Perciò, mettere in piazza i segreti della coscienza, rivelare i propri difetti è fondamentale, ma non basta.
C’è bisogno di un padre spirituale chiaro-veggente, che intercetti il segreto del vostro cuore, decifri le vostre suggestioni, interpreti i vostri progetti per fare il bene. Cercate, dunque, un padre o una madre spirituali che non pretendano di avervi sempre vicino, con lunghe lettere o conversazioni, con continue telefonate o messaggi e-mail…
Ma che abbiano il dono di scrutare il vostro cuore, senza farvi perdere la fiducia e la libertà dei figli.








