Cercavo risposte di felicità
Cercavo qualcosa che potesse dare un senso vero al mio vivere. Avevo vent’anni e non mi mancava una buona famiglia; il lavoro c’era, e c’erano anche le gite con le amiche e i tempi di svago.
Nei momenti dedicati alla preghiera e alla meditazione, una domanda si ripeteva con insistenza dentro di me: “È tutto questo che voglio? Mi basta per rendermi felice?”. Ho passato mesi senza ottenere risposte.
Ma questi interrogativi mi rosicchiavano dentro, senza lasciarmi contenta... E continuavo a cercare.
In un viaggio a Lourdes con i malati, la bontà e la tenerezza del Signore mi hanno fatto toccare con mano che la felicità la trovavo nel servire, nel comunicare la gioia di essere cristiana. A questa prima importante intuizione è seguito un cammino di approfondimento e riflessione: per me era bello stare con il Signore e provavo il desiderio che tutte le persone potessero stare con lui. Così è maturata la vocazione missionaria, divenuta poi concreta tra le missionarie di Maria - saveriane.
Negli anni a seguire, ho trovato tante cose: il vero senso del vivere, l’utilità di ogni giorno della mia vita, l’incontro con il popolo brasiliano che mi ha accolto, la preghiera, la fraternità...
Ho sperimentato la forza che nasce dal vivere in comunità, con altre sorelle animate dalla stessa vocazione missionaria.
Attualmente, mi trovo a Cava de’ Tirreni (SA) e spesso mi ronza in testa una domanda: “Perché ora la vita religiosa e missionaria non incanta la nostra gioventù?”. Non trovo risposte consistenti, ma mi rallegra e fortifica la speranza che quest’anno stiamo vivendo proprio l’anno dedicato alla “vita consacrata”.
Grazie, papa Francesco!








