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Carisma è missione: Leggere, non bastonare!

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Questa notte altri due! Uno aveva sedici anni; l’altro meno di venti. E non dico la data, perché ieri ne avevano ucciso uno e domani, forse, ne uccideranno altri tre! Continua il tempo caldo; non quello meteorologico. Qui in Brasile, nello stato di São Paulo, è inverno e il fresco è piacevole. I giornali già non parlano più della ribellione delle carceri, avvenuta nella seconda metà di maggio, ma la violenza continua.

Del resto, esisteva anche prima. Qui nel nostro quartiere di Rosolém, nella città di Hortolândia che ospita un carcere con più di settemila detenuti, non fa più notizia la “morte matada - la morte per uccisione”. Il Primo Comando della Capitale ha voluto dare una prova di forza: possiamo paralizzare la maggiore città del Brasile e una delle maggiori del mondo: São Paulo.

E ci sono riusciti! Questa ribellione sta lasciando una scia dolorosa.

Nel caos, tutti possono uccidere tutti. E tu non ti senti più sicuro neanche per andare al botteghino vicino casa, a comprare pane e latte.

Anche il nostro padre Claudio ne ha fatto le spese. È stato bloccato, strattonato giù dalla macchina, che gli hanno rubato (poi ritrovata) dopo averlo buttato a terra. Grazie a Dio, ne è uscito solo con un occhio pesto. La polizia li ha presi. La prima domanda dei poliziotti al missionario è stata: “Gli diamo una lezione?”. La risposta è stata immediata e chiara: “Assolutamente no!”.

Poi in casa, abbiamo riflettuto insieme. Anche questi ragazzi sono nostri fratelli. Anche loro appartengono a Dio; a Dio devono essere restituiti. Il beato Guido direbbe: “sono tutti miei figli” - come ricorda il titolo di una bella biografia scritta da p. Luca.

Abbiamo ricordato una raccomandazione fatta da Francesco Saverio a p. Gaspare Barzeo, prima di partire per il Giappone (Lettera 80,35.24): “Se volete procurare molto frutto, sia a voi sia al prossimo, e vivere consolato, conversate con i peccatori, facendo in modo che si aprano con voi. Questi sono i libri vivi con i quali dovete studiare e pregare e da cui trarre consolazione”. Non “lezioni” a bastonate quindi, ma dialogo e lettura di quel libro vivo che è ogni persona umana, anche se mi ha fatto un occhio livido.

Così continua il Saverio: “Conversate con volto allegro, non vergognoso né arcigno, perché se vi vedono severo e triste, per timore, molti tralasceranno di giovarsi di voi: siate pertanto affabile e benigno, e in particolare le ammonizioni fatele con amore e garbo, senza che abbiano la sensazione che siete disgustati da coloro che parlano e conversano con voi”.

Consigli validi in ogni tempo, nel 1500 e nel 2000. Piste preziose per crescere nella capacità di accogliere chiunque, anche il diverso e il nemico, se nemico esiste per il cristiano.



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