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Carisma è missione: Fidarsi di Dio e partire

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Mi diceva una mamma sconsolata: “Ha trent’anni e non si decide”. Parlava del figlio. Ormai si diffonde, anche qui in Brasile, il vezzo di rimandare le decisioni definitive, che spesso non sono neanche... definitive.

Psicologi, sociologi e tanti altri si danno da fare per spiegare, giustificare, trovare una ragione. Anche a me è venuta un’idea, rileggendo le lettere di san Francesco Saverio: abbiamo tolto la base, abbiamo eliminato la roccia su cui fondare il nostro coraggio, ci siamo liberati dall’Eterno e non riusciamo più a dire, “Sì, sempre!”.

Francesco Saverio ha dovuto prendere molte decisioni forti e definitive nella vita. Parte per l’India, su una nave che rimane ferma per mesi per mancanza di vento, ma egli ha “la speranza e la fiducia che Dio nostro Signore mi darà a suo tempo tutto il necessario per il suo servizio e la sua gloria”.

Sente che Dio lo invia alla lontana e pericolosa isola del Moro. Tutti lo sconsigliano: “sarà un viaggio senza ritorno!”.

Questo è vero, risponde l’apostolo, “se speriamo nelle nostre forze o confidiamo nelle creature”. Ma non è così “quando ci liberiamo di queste false speranze e speriamo solo nel Creatore di tutte le cose, la cui mano ha il potere di renderci forti”.

Gli parlano del Giappone: molti accetterebbero il messaggio cristiano. Decide di andarvi. Gli amici lo sconsigliano di affrontare un tale viaggio: gli impedimenti burocratici sono tanti; mancano navi amiche… Niente lo ferma. Affronta ladri, pirati, tempeste. “In fin dei conti, in questi momenti, il miglior rimedio è mostrare di fronte al nemico un coraggio assai grande, diffidando completamente di sé e confidando moltissimo in Dio, riponendo in lui tutta la forza e la speranza. Con un tale difensore e protettore, non c’è motivo di mostrare viltà, o dubitare di riuscire vincitore”.

Così sempre, fino agli ultimi giorni quando, avvertito dei pericoli di vita per chi entrasse in Cina, Saverio risponde che il vero pericolo è quello di “non sperare e non confidare più nella misericordia di Dio e in Gesù Cristo, nostro Signore”.

Capiamo, allora, perché tanti non hanno più il coraggio di decidere e di decidere per sempre: si dimenticano di Dio e non riescono più a fondare il proprio futuro sulla fiducia in lui.

Il salmo 40 usa una bella immagine: “Hai tratto i miei piedi dal fango della palude e li hai stabiliti sulla roccia”.

Noi facciamo il contrario: abbandoniamo la Roccia e ci mettiamo nella palude, dove il pericolo di scivolare e cadere ci minaccia in ogni memento. Allora diventa davvero difficile decidere, e soprattutto decidere di seguire Gesù nella vocazione missionaria.



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