Carisma è missione: Alla maniera di Dio
Leggiamo la Parola per convertirci, cioè per prendere una nuova direzione. Quale? "Convertirsi alla maniera di pensare e di agire di Dio". Così dicono le Costituzioni dei saveriani.
Ricordate il drammatico colloquio di Cesarea? Pietro aveva appena fatto un bell'atto di fede in Gesù: "Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente" (Mt 16,16). Ma poco dopo si sente messo fra i tentatori nemici di Dio: "Via da me, satana! Tu mi sei di scandalo". L'apostolo che aveva ricevuto una lode e perfino le chiavi del Regno, diventa "satana tentatore"! Cos'era successo?
Gesù giustifica: "Perché non pensi secondo Dio ma secondo gli uomini". Leggiamo in Isaia: "I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie" (Is 55,8). Si può fare un atto di fede in Cristo e non far entrare la fede nella vita; trovarsi quindi ad andare nella direzione contraria a quella voluta da Dio.
È fondamentale per il missionario e per ogni battezzato, che voglia essere coerente con la sua professione di fede, "convertirsi alla maniera di pensare e di agire di Dio". Dio è Creatore, e ha fatto ogni uomo e donna a sua immagine e somiglianza. Dio è Padre, e ama tutti i suoi figli indipendentemente dal luogo di nascita, dal colore della pelle, e perfino dalla maggiore o minore bontà dei loro atti.
Ama tutti e basta! Dio pensa e agisce così.
Dall'Italia arrivano notizie di leggi discriminatorie in base alla appartenenza etnica e religiosa, gesti di intolleranza verso gli stranieri. Ne parlano i giornali anche in Brasile e crea stupore fra la gente delle nostre comunità cristiane.
Sorpresa per noi missionari, che camminiamo sulle strade di tutti i continenti ad annunciare la paternità di Dio e la fraternità universale! Grande disagio per noi saveriani che con il beato Conforti andiamo ripetendo: "Fare del mondo una sola famiglia"!
Già nel 2001 scrivevo: "Ogni giorno i nostri mezzi di comunicazione ci iniettano una dose di razzismo. Ogni volta che accostiamo al fatto di cronaca nera la nazionalità, apriamo la strada all'intolleranza. Non ha nessun rapporto la nazionalità con le azioni buone o cattive che una persona commette".
È urgente allora tornare alla Parola di Dio con questo preciso obiettivo: "Convertirsi alla maniera di pensare e di agire di Dio". E la Parola dice: "Benedetti voi, perché... ero forestiero e mi avete ospitato, ero carcerato e siete venuti a trovarmi..." (Mt 25, 34ss). Ma già il Levitico afferma: "Il forestiero dimorante fra di voi lo tratterete come colui che è nato fra di voi; tu l'amerai come te stesso perché anche voi siete stati forestieri nel paese d'Egitto" (Lv 19,34).
Proprio così! Noi italiani per decenni siamo stati forestieri in molti paesi del mondo!








