C’è ostaggio e ostaggio
I sacerdoti della diocesi di Vicenza Gianantonio Allegri e Giampaolo Marta, insieme alla religiosa canadese Gilberte Bussière, sono rapiti da un commando di terroristi di Boko Haram in Camerun, al confine con la Nigeria. Ha così inizio un lungo periodo di prigionia nella foresta, che tuttavia non farà mai cadere i tre missionari nello sconforto e nella disperazione.
È grazie ad un piccolo taccuino e una penna che suor Gilberte riesce miracolosamente a tenere un diario “clandestino” di quei terribili due mesi.
Quel diario oggi è un libro dal titolo “Rapiti con Dio. Due mesi prigionieri di Boko Haram” (Emi, pp. 96, € 10), con la prefazione di GianCarlo Bregantini.
Un mercato delle sementi controllato da poche multinazionali; carne prodotta in laboratorio con l’ausilio di stampanti 3D; prodotti agricoli irrorati di pesticidi non sempre adeguatamente testati nella loro tossicità; fondazioni e organismi governativi i cui interessi nel campo dell’alimentazione sono agli antipodi rispetto agli obiettivi delle loro non-profit.
Sono alcuni aspetti della dettagliata analisi del controllo e del potere esercitato dalle multinazionali dell’alimentazione su tutta la filiera produttiva che José Bové e Gilles Luneau propongono nel loro saggio:
“L’alimentazione in ostaggio. Le mani delle multinazionali su quel che mangiamo (Emi, pp. 192, € 15), con la prefazione di Carlo Petrini.
Richiedere a: EMI, Bologna (tel. 051 326027, fax 051 327552, e-mail: info@emi.it, oppure direttamente dal sito www.emi.it).







