Buon Natale, cari amici! Non facciamoci distrarre dall’albero…
Ci sono molte feste durante l'anno e devo confessare onestamente che mi piacciono tutte. Ma quella del santo Natale mi piace più di tutte. È così fin da quando andavo a scuola, a cominciare dall'asilo. Il motivo, comune a tutti i bambini, erano i giorni di vacanza che seguivano la festa. Il Natale, dopo l'estate, era il periodo in cui c'erano più giorni liberi da trascorrere in famiglia, quasi alla pari di quelli persi per malattie infantili, vere o immaginarie che fossero.
Gli insegnamenti del Natale
Adesso che avverto il peso degli anni, e ancor di più dei malanni, sento con gioia l'avvicinarsi del santo Natale per celebrare la nascita di Gesù Bambino, il Figlio di Dio e Salvatore del mondo, promesso dal Padre celeste per liberare l'umanità e ogni creatura dalla schiavitù del male e dal potere delle tenebre; promesso per portare a ogni uomo la pace del cuore, la gioia della libertà dalla violenza, dall'odio, dall'egoismo.
Gli insegnamenti del Natale sono più numerosi delle stelle del cielo e dei fiori della terra. Tutto l'universo ci rivela l'esistenza del Creatore che si manifesta nelle sue opere. Ha fatto ogni uomo "a sua immagine e somiglianza". E dopo la tragedia del peccato che ha portato la rovina di tutta l'umanità, Dio ha rivelato l'immensità del suo amore nel mistero d'amore che si celebra con il santo Natale.
Il Padre ci manda suo Figlio, che si fa uomo per opera dello Spirito Santo e nasce in una grotta nella povertà assoluta, "perché non c'era posto nell'albergo". Quale lezione di umiltà, di povertà totale e di distacco da ogni cosa!
La parola è Gesù Bambino
Anche nel presepio di casa nostra qualcuno ci parla. Proviamo a tendere l'orecchio. "Nel silenzio del presepe l'unica parola è Gesù Bambino. Nel silenzio parla solo Dio: è un bambino la sua parola; un bambino come sei stato anche tu". Questa citazione è del compianto cardinale Carlo Martini, arcivescovo di Milano, morto a causa di una malattia che aveva spento la sua voce, ma non la sua acuta intelligenza.
Ho letto con molta commozione "La parola del silenzio", un suo libro postumo, pubblicato dal "Corriere della sera" (ed. San Paolo 2013, pagine 160, € 9.90). Contiene tante domande dei lettori, a cui il cardinale ha risposto ogni mese per circa tre anni con l'aiuto di un fedele segretario, che sapeva interpretare ogni sua parola, anche se interrotta da lunghi silenzi.
Sono fermamente convinto della santità di questo esimio cardinale. Martini sapeva "tendere l'orecchio davanti al presepe per ascoltare l'unica parola che è Gesù Bambino, e che ora egli contempla in paradiso!
Fare il bene è più bello
Non facciamoci distrarre dall'albero di Natale. L'albero è molto meno importante del presepio, anche se è più grande, e ruba tanto spazio in casa e troppi sguardi dei bambini, perché è pieno di luci multicolori, di stelline d'argento, e ai suoi piedi ci sono tanti doni portati da parenti e da amici...
Sembra di essere nel paradiso terrestre, come Adamo ed Eva davanti all'albero del bene e del male, che fu l'occasione funesta del peccato originale, origine di tutti i mali futuri per l'umanità, che trova più facile e attraente trasgredire le regole e le leggi morali, invece che osservarle e mettere in pratica.
Quando mai impareremo che fare il bene è più bello, anche se costa più fatica, ed è l'unica strada della salvezza del mondo?








