Brescia: A S. Cristo l’incontro con il vescovo
È bello andare dove c’è bisogno
Sabato 30 giugno, 150 giovani hanno partecipato alla Messa con il vescovo di Brescia a S. Cristo. È stato il modo migliore per rivolgere un augurio di "buona missione" a tutti i partenti.
Gli occhi aperti sul mondo
Mons. Sanguineti nella sua omelia ha dato consigli preziosi ai giovani presenti. Può accadere, infatti, che le comunità d’origine pensino solo alla propria realtà missionaria, dimenticandosi le altre espressioni missionarie nel mondo. "Spesso ci chiudiamo nel nostro piccolo e non andiamo di fatto nel mondo intero. Quando tornate, fate in modo che le vostre comunità siano aperte alle missioni diocesane e dei religiosi. Animiamo donando la Parola, leggendola, pensandola, pregandola".
Il vescovo ha ricordato anche l’importanza di dire alla gente di qui che non scavalchiamo il nostro piccolo mondo per andare nel grande. "A volte, nelle nostre comunità abbiamo un numero notevole di immigrati che sono il mondo che ci ha raggiunto. Non possiamo guardarli solo con lo sguardo infido di chi teme, ma con lo sguardo paziente e amoroso di Gesù".
Mons. Giulio ha sottolineato l’importanza della formazione umana accanto a quella spirituale. "Ci sono problemi (giustizia, libertà, pace, solidarietà, globalizzazione) strettamente legati con il vangelo e determinanti per una mentalità missionaria".
Claudina e la missione tra i pigmei
Alla fine della celebrazione eucaristica, Claudina Bertola ha ricevuto dal vescovo il mandato e il crocifisso missionario. Andrà per la seconda volta in Africa, a Gasura in Burundi, dove si fermerà tre anni. "Mi sento un dono della diocesi di Brescia alla diocesi di Muyinga. Qui lavorerò nell’amministrazione di un laboratorio di farmaci. Ho la ferma convinzione che non tutti possono guarire, ma tutti hanno il diritto a curarsi. Con il centro missionario, abbiamo deciso di aiutare la comunità dei pigmei (batwa) che non sono considerati degli esseri umani. Cercheremo di creare qualche progetto per dare loro dignità e per far capire al resto del mondo che esistono".
A tutti i partecipanti è stata offerta in dono la corona del rosario, proveniente da Korogocho, la baraccopoli di Nairobi, in Kenya. Il prossimo appuntamento è previsto l’8 e il 9 settembre a Zone. Sarà l'occasione per uno scambio, un confronto e una verifica del cammino fatto in missione. È importante sentirsi in comunione, camminare insieme, pregare insieme, essere segno di testimonianza di una chiesa che si preoccupa e si fa vicina ai lontani.








