Borghesi Rosolino, Un papà che ha amato i missionari
Rosolino Borghesi, papà di p. Giuseppe, saveriano di Scandolara e missionario in Brasile da più di trent'anni, è morto il 15 febbraio scorso. Aveva quasi 99 anni, ma ne dimostrava tanti meno. Fino a qualche anno fa, guidava ancora la macchina, si faceva da mangiare, andava a lavorare nell'orto, teneva in ordine la sua cantina e non mancava di andare a Messa tutte le domeniche.
Ogni anno, alla festa dei familiari dei saveriani, immancabilmente veniva tra noi con la sua amata sposa Giacomina, che nel 1998 lo ha preceduto nella casa del Padre, dopo quasi 65 anni di vita coniugale insieme.
Era un uomo sereno, evangelico. Nello sguardo luminoso e sorridente portava la gioia di vivere. Era un uomo semplice, buono, onesto, amico di tutti. Con noi missionari, poi, era sempre molto cordiale. Quando incontrava un missionario, era come se accogliesse suo figlio.
È morto in casa sua, come desiderava. Al funerale, accanto ai suoi amati figli Antonio, Rosanna, Luigi, c'erano molti missionari, sacerdoti e tanta gente che riempiva la chiesa di Scandolara Ravara. Spiritualmente, c'era anche p. Giuseppe, il figlio lontano. È stata letta una sua lettera che, almeno in parte, pubblichiamo.








