Bisogno di primo annuncio
Riflessione sulla Pasqua missionaria
In questo mese siamo stati richiamati dal grande evento della solennità della Pasqua. Abbiamo celebrato il mistero fondamentale della nostra fede: Cristo è morto per tutta l’umanità, ma il terzo giorno è risuscitato. È questo l’annuncio che da secoli viene fatto echeggiare in tutte le parti del mondo.
Proprio per questo la Chiesa è missionaria e continua a rendere attuale la Pasqua di Cristo Gesù, Signore della storia. È l’annuncio della Buona Notizia che ogni cristiano deve portare agli altri.
Andare verso il nuovo
È questo il primo annuncio che noi missionari facciamo a coloro che ancora non conoscono Cristo. Ma ci accorgiamo che dobbiamo farlo anche qui in Italia, perché molti non lo conoscono ancora. Capiamo sempre di più che il primo annuncio deve essere fatto continuamente, anche a coloro che già credono. Perché tutte le altre cose stanno in piedi solo con la forza rinnovata della Buona Notizia.
Ognuno di noi è chiamato a staccarsi dal proprio mondo per andare verso il nuovo e verso l’altro. La Pasqua è esodo, partenza, pellegrinaggio, scoperta di novità insieme a Cristo. La partenza missionaria non si misura solamente a chilometri, sulla distanza geografica, ma anche in profondità, a livello culturale e religioso.
La prova del nove
L’universalità è una dimensione che accompagna ogni forma di vita cristiana. Ma è importante non dimenticare mai che la missione alle genti è il segno più visibile di questa universalità. È quasi la prova del nove della cattolicità di una chiesa. È la prova decisiva della sua generosità e della sua convinzione che Cristo è la salvezza di ogni uomo; la prova della sua capacità di avvicinare, valorizzare e trasformare ogni cultura senza violentarla.
A tutti auguriamo, in senso veramente missionario, una








