Bibbia e scuola: Il vangelo e le caldarroste
Vi racconto qualcosa di me, in questi anni passati velocemente a Taiwan. Sono stati anni "di scuola". Per l'insegnamento della Bibbia nell'istituto teologico S. Roberto Bellarmino, associato all'università cattolica Fu Jen di Taipei, e per le tante cose che sto imparando del mondo cinese in cui vivo. È un mondo che affascina: è un altro modo di esistere, profondo e ricco, pur con i suoi punti deboli, come tutte le forme dell'umanità.
La scuola mi impegna molto, anche a motivo delle dispense che devo scrivere e richiedono tempo. D'altra parte, sono continuamente sorpreso da quello che interessa agli studenti. A loro piace ascoltare qualcosa che edifichi la loro vita spirituale, piuttosto che solide ma fredde descrizioni di problemi legati all'esegesi. Sentono che il testo biblico è vivo e parla alla loro vita. Mentre insegno, mi accorgo che a volte i loro occhi brillano, altre volte sono come persi...
Certo, parlare di Bibbia è una responsabilità.
Poi ci sono le varie occasioni di parlare della nostra fede e vita spirituale, sia a cristiani che a non cristiani. Per noi missionari che viviamo a Taiwan e in Cina, queste sono occasioni preziose, anche se non programmate. Noi siamo qui... e cerchiamo di offrire occasioni di incontro, pronti per cogliere l'attimo di Dio che passa nelle persone che ci circondano.
La missione in Asia è così (e probabilmente anche in altri continenti...). Qui impariamo a non vergognarci della fede, anzi a parlarne come di qualcosa che - siamo certi - può aiutare tutti.
Qui vediamo chiaramente la grande differenza che c'è tra l'avere speranza e il non averla.
Persi in mezzo alla città, cerchiamo di offrire a tutti i passanti la speranza del vangelo, come le sere d'autunno le caldarroste... Sono certo di avervi con noi in questa avventura.








