Bibbia e Corano a confronto, Convegno all’università di Salerno
All'inizio di dicembre, presso la facoltà di Scienze politiche dell'università di Salerno, si è tenuto un incontro di grande attualità. Il prof. Francesco Zannini, esperto di esegesi coranica, ha parlato di "Bibbia e Corano: libri sacri e religioni a confronto".
Il suo intervento ha messo in luce i punti di contatto e di divergenza tra la Bibbia e il Corano, i testi fondamentali delle tre religioni monoteistiche: guidaismo, cristianesimo e islam. Entrambi sono considerati "libri sacri" perché di ispirazione divina. Sono quindi testi autorevoli di riferimento per le tre comunità di credenti.
Libri simili e diversi
Il nome stesso manifesta una diversità: "Bibbia" è il nome greco per libri scritti; "Corano" vuol dire lettura dalla memoria o proclamazione in assemblea. Nella cultura greco-romana e occidentale il testo scritto è uno strumento per apprendere; nella cultura semitica il libro serve per ricordare. Ancora oggi, ebrei e musulmani imparano a memoria il testo sacro.
La Bibbia cristiana, tra antico e nuovo testamento, è composta di 73 libri che narrano la rivelazione di Dio a molte persone vissute nell'arco di circa 12 secoli. Il Corano è costituito di un solo libro, con 114 sure o capitoli, rivelato al solo profeta Maometto tra il 610 e il 632 dC. In ambedue i libri sacri troviamo storie, racconti, testi profetici e giuridici, inni eccetera.
I libri della Bibbia sono sistemati in un ordine logico - cronologico della storia della salvezza, senza però seguire la data della loro composizione. Le sure del Corano sono sistemate secondo la lunghezza: dalla più lunga alla più breve. Al di là di queste differenze strutturali, è il concetto stesso di "rivelazione" che non coincide nelle due religioni.
Come si rivela Dio?
Per l'islam la parola di Allah è conservata in cielo su una tavoletta, ed è discesa verso l'umanità con la mediazione dell'angelo Gabriele. È una, e mai diversa. Dio aveva già fatto ad Abramo la rivelazione tutta intera, ma nei secoli gli uomini non sono stati fedeli e l'hanno corrotta. Per questo, Dio l'ha ancora rivelata ai profeti e ai messaggeri; infine, l'ha rivelata tutta intera a Maometto per l'ultima volta. Dopo di lui non ci può essere altro profeta. Secondo l'islam, Allah è estraneo dal mondo e non partecipa agli eventi della storia.
Per il cristianesimo, Dio ha fatto e fa la storia con l'uomo. Interviene nella storia con la sua alleanza e la sua fedeltà, nonostante l'infedeltà umana. In Gesù Cristo, poi, Dio si è incarnato, offrendo la sua vita per la salvezza dell'uomo.
Secondo la fede cristiana, Dio si rivela a noi in modo graduale, rispettando i tempi dell'uomo. Anche la rivelazione definitiva di Gesù lascia aperta un'ulteriore piena conoscenza di Dio, che sarà possibile solo con la sua seconda venuta, quando potremo vedere Dio "faccia a faccia". Il Dio cristiano, quindi, continua a rivelarsi all'umanità.
Conoscere prima di dialogare
Dalle parole del prof. Zannini, una cosa è chiara. Le diversità di contenuti e modi di intendere la rivelazione e il testo sacro sono grandi. Ma ci sono anche molti punti comuni. Resta aperta la possibilità di un dialogo interreligioso, che permette di scavalcare i limiti e lavorare insieme, promuovendo l'amore di Dio e delle creature.
Dalle domande degli studenti si è percepita la scarsa conoscenza tanto della religione cristiana quanto delle altre religioni.
Qui sta il vero pericolo: che ci confrontiamo con gli altri a partire dai propri pregiudizi, e questo ci impedisce di conoscerci e di camminare insieme.








