Beati gli operatori di pace
Dal Messaggio del Papa per la celebrazione della 46ª Giornata mondiale della pace.
Ogni anno nuovo porta con sé l'attesa di un mondo migliore. Allarmano i focolai di tensione e di contrapposizione causati da crescenti diseguaglianze fra ricchi e poveri, dal prevalere di una mentalità egoistica e individualista espressa anche da un capitalismo finanziario sregolato. Oltre a svariate forme di terrorismo e di criminalità internazionale, sono pericolosi per la pace quei fondamentalismi e quei fanatismi che stravolgono la vera natura della religione. E tuttavia, le molteplici opere di pace, di cui è ricco il mondo, testimoniano l'innata vocazione dell'umanità alla pace.
Le beatitudini, proclamate da Gesù sono promesse. Gesù dice che la pace è dono messianico e opera umana allo stesso tempo. La pace non è un sogno, non è un'utopia: è possibile. L'operatore di pace è colui che ricerca il bene dell'altro, il bene pieno dell'anima e del corpo, oggi e domani.
Via di realizzazione del bene comune e della pace è anzitutto il rispetto per la vita umana, considerata nella molteplicità dei suoi aspetti, a cominciare dal suo concepimento, nel suo svilupparsi, e sino alla sua fine naturale. Tra i diritti e i doveri sociali oggi maggiormente minacciati vi è il diritto al lavoro. Il lavoro viene considerato una variabile dipendente dei meccanismi economici e finanziari.
Per uscire dall'attuale crisi finanziaria ed economica sono necessarie persone, gruppi, istituzioni che promuovano la vita favorendo un'occasione di discernimento e di un nuovo modello economico.
La famiglia è uno dei soggetti sociali indispensabili nella realizzazione di una cultura della pace. Nella famiglia nascono e crescono gli operatori di pace, i futuri promotori di una cultura della vita e dell'amore.
Bisogna, allora, insegnare agli uomini ad amarsi e a educarsi alla pace, e a vivere con benevolenza, più che con semplice tolleranza.








