Bas alla ricerca della felicità
Nelle nostre giornate, vissute nelle baraccopoli, dove viviamo ormai da tre anni, la formazione umana, la cura dei bambini, soprattutto quelli più in pericolo, e la vicinanza con le famiglie occupano gran parte del nostro tempo ed energie.
Tra i tanti bambini che sono sotto la nostra cura c’è anche Bas, di 9 anni, che abbiamo conosciuto proprio agli inizi del nostro operato tra i poveri. Eccovi la storia di questo bambino e del nostro incontro.
E’ a casa sua, una baracca con una piccola stanza, senza bagno, insieme a suo padre e a sua madre. È lunedì mattina e Bas non va a scuola. I suoi genitori sono ammalati e hanno bisogno di lui per andare a raccogliere la plastica per poi rivenderla. Questo lavoro permette a tutta la famiglia di riuscire a mangiare quasi tutti i giorni. Allo stesso tempo, notiamo la tristezza di Bas, che vorrebbe andare a scuola, avere amici, avere una vita come tutti i bambini della sua età. Ci rendiamo conto che Bas ha anche problemi di salute, fa fatica a respirare, ha macchie sulla faccia e sul corpo.
Dopo qualche giorno, andiamo a visitarlo un’altra volta. Lo ritroviamo sempre a casa, in lacrime, perché era stato picchiato dal padre. Scopriamo allora che i suoi fanno uso di droghe e che il padre, in momenti di poca lucidità, si sfoga picchiando il figlio. Iniziamo allora un discorso più approfondito con la famiglia. Per circa due anni li seguiamo da vicino. Andiamo spesso a trovare Bas, lo portiamo a fare visite mediche, lo accompagniamo a scuola e gli diamo anche la possibilità di divertirsi andando al mare.
Alla fine, decidiamo (contro il parere dei genitori) di mettere Bas in un centro di bambini. Ora, si trova in una casa famiglia. Va a studiare tutti i giorni, è in buona salute, ha tanti amici e ha voglia di costruirsi un futuro. Visitiamo regolarmente i suoi genitori e ogni tanto li portiamo a trovare Bas. Non sono ancora pronti a occuparsi di lui. Però, sono contenti perché vedono che il loro bambino è felice.







