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Bangladesh: Aiutare il popolo senza controindicazioni

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Ascoltare le impressioni, le prime testimonianze, i sogni dei giovani padri che iniziano la loro esperienza missionaria è sempre una cosa che fa davvero piacere. Sì, perché all'inizio tutto viene visto con semplicità, senza preconcetti, con passi on e, con gusto. In un secondo momento d saranno le riflessioni, i vari problemi e difficoltà, le eventuali progettazioni, ecc. Ascoltiamo volentieri una manciata di notizie che ci ha mandato p. Daniele Targa alle sue prime esperienze pastorali di missione del Bangladesh, dopo il tirocinio, per tutti faticoso, della lingua locale. Scrive con freschezza e senza tante preoccupazioni ai suoi familiari.

Carissimi, solo ora posso finito così in fretta! Ma si sa che le cose belle sono tali scrivervi. Spero che stiate tutti bene. lo sto bene, anzi devo ringraziare il Signore per il dono della missione. Sono veramente felice di essere in Bangladesh, e soprattutto qui a Bhabarpara per l'inizio della mia avventura nel nome del Signore. Il 15 gennaio ho ricevuto dal vescovo la nomina ufficiale di assistente del parroco per quattro anni in questa parrocchia. C'è tanto da fare. I villaggi sono tanti, la cultura molto diversa da quella italiana e soprattutto dovrò state attento a non strafare per stare in buona salute; il caldo e la stagione delle piogge possono giocare brutti scherzi.

Per girare ho una moto Honda 125 e una bicicletta cinese. Questa parrocchia di Bhabarpara è dedicata alla Madonna Addolorata, con circa 3 mila cristiani. Gli attuali cristiani furono convertiti dal musulmanesimo due secoli fa, unico caso in Bangladesh. Una delle priorità è l'educazione, specialmente dei bambini.

I cristiani adulti ,sono analfabeti ancora per il 40%. Siamo in una zona agricola, sono tutti contadini, più della metà però non ha la terra sufficiente per vivere, e dovranno emigrare.

Gli scolari sono circa un migliaio (è un popolo giovane). Cerchiamo di far fare a tutti almeno le elementari; chi può studiare oltre la quinta elementare, deve normalmente essere aiutato in tutto. È molto difficile avere studenti nei gradi superiori, perché fin dall'inizio i genitori (specialmente se analfabeti) non possono aiutare e motivare allo studio i loro ragazzi. Il livello di istruzione è tremendamente basso.

Le emergenze non mancano, specialmente dove uno vive alla giornata e nella fiducia che il Signore, come ha dato da mangiare oggi, così farà domani. Per noi è difficile capire questa logica, ma questa è la realtà. Aiutare il povero significa vincere l' emergenza e la malattia, mandare i figli a scuola. Non si tratta di distribuire denaro, ma di essere vicino, quando occorre ed aiutare. Quello che capisco è che, aiutare il povero, è uno dei lavori più difficili, senza che ci siano contro indicazioni negative!

Nel settembre scorso la parrocchia ha avuto una grande alluvione. I padri hanno dovuto lavorare molto per aiutare le famiglie ad avere una nuova casa non più costruita in fango, ma in mattoni. Avete deciso di venire in Bangladesh? Se volete venire il periodo migliore è dicembre e gennaio. Per ora è tutto. Da oggi sono qui a Khulna, nella nostra Casa  Regionale, con tutti i padri per fare gli Esercizi Spirituali annuali. Mi fermerò qui fino a venerdì sera, poi sabato mattina ripartiamo per Bhabarpara, a circa tre ore di macchina (180 km, la velocità consigliabile è sui 40-50 all'ora perché la strada, appartiene a tutti, persino oche, anatre, cani, pulcini, mucche, capre, pedoni, carri). A partire dal pomeriggio abbiamo il vescovo in visita pastorale per tre giorni.

Vi abbraccio, un caro saluto a tutti i parenti, amici e conoscenti.



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