Avevano deciso di restare con la gente
Tema del "Paginone": Come semi piantanti nel cuore del Burundi
Il 30 settembre 1995, a Buyengero, una missione del Burundi, i due saveriani padre Vittorino Maule e padre Aldo Marchiol, e la missionaria laica Catina Gubert, furono martirizzati dai militari. Li ricordiamo, a dieci anni dal loro martirio.
La riflessione del superiore generale dei saveriani resta tuttora valida.
La solidarietà che ci lega con coloro che vogliamo proteggere, ci espone, in situazioni di conflitto, alla persecuzione di chi non vuole la pace, ma preferisce pescare nel torbido. Non possiamo annunciare il vangelo senza entrare in questo circolo della solidarietà: circolo virtuoso nel bene e carico di minaccia nei conflitti.
Per quanto possa essere alto il suo valore, il martirio lo vorremmo tenere sempre lontano. Ma non possiamo scartarlo dall’orizzonte della vita missionaria, come una eventualità sempre possibile, come una “disgrazia” che esalta la qualità della vocazione e che esprime la forza del vangelo e la vitalità dei missionari che l’annunciano.
La loro decisione di restare a lavorare in Burundi era gravida di possibili conseguenze: nessuna esclusa. Non la modalità accidentale della loro morte, ma la decisione di rimanere in una situazione simile, determina la qualità della loro offerta.
L’amore per Cristo e per i fratelli ha motivato la loro scelta e questa scelta li qualifica martiri, al di là di ogni intenzione esplicita da parte degli uccisori.
Ora la loro solidarietà si è compiuta. Ora, che il loro sangue e la loro carne si sono mescolati con la terra del Burundi e stanno, come semi, piantati nel suo cuore. Noi chiediamo a questi fratelli che ci sono uniti ora in maniera nuova, che ci accompagnino e intercedano perché la nostra fedeltà non indietreggi in queste situazioni e perché il nostro servizio ai fratelli sia pieno di fiducia e di speranza.








