Auguri sinceri a tutti: tra gioie, speranze e sogni di pace
Abbiamo varcato la soglia del Terzo Millennio cristiano con tante speranze nel cuore, accresciute dal grande Giubileo del 2000. È passato soltanto un anno, e pare un secolo. Sono tornate le incertezze, le paure, le minacce del terrorismo, gli attentati, le violenze le guerre con le loro atroci conseguenze di fame e di morte per milioni di persone.
Con l'anno vecchio appena finito finiranno anche loro? Come sarà il nuovo anno? Ci sarà finalmente la pace che tutti invocano e una libertà davvero "duratura"?
Cesseranno le terribili minacce di distruzione e di morte che alcuni pazzi vogliono scatenare contro il mondo cristiano, pieno di "cani infedeli", con il pretesto di una guerra di religione e la feroce utopia di dar gloria ad Allah con il martirio suicida dei terroristi buoni e la soppressione violenta dei cattivi? Quanto siamo lontani dal Vangelo di Gesù, che ci comanda di "amare i nemici e di fare del bene a quelli che ci odiano e perseguitano".
Lontanissimi anche dal Vecchio Testamento che ricorda a tutti: "Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva".
Per quanto io ne so, i terroristi islamici e i fanatici musulmani sono pure essi lontani dal Corano, il loro libro sacro, che esige reciproco rispetto fra tutti i credenti: "Affratellati sono coloro che credono, e allora promuovete la concordia tra fratelli, e temete Dio", Corano 29, 46.
Scrive K. Ussein, un grande studioso dell'islam: "Oggi non può esservi spazio per l'inimicizia, l'odio e la reciproca ostilità nelle questioni religiose. Non è più permesso nascondersi dietro la religione per spingere gli uomini ad odiarsi" (La Valle Santa).
Già troppo sangue è stato versato in tutta la terra e Dio continua a domandare, come a Caino dopo l'uccisione di Abele: "Dov'è tuo fratello? Che hai fatto? Il suo sangue mi chiede giustizia" Gen. 4, 9- 10.
Tornando agli innumerevoli auguri di Buon Anno che abbiamo scambiato a voce o per lettera, pensiamo che siano stati sinceri e non superficiali. Cordiali e profondi, non detti tanto per seguire una tradizione. Accompagnati dalla voglia di esser buoni noi, con tutti, ad ogni costo, come diceva il Beato Giovanni XXIII, il Papa Buono. Con una bontà genuina, fatta di atteggiamenti e di azioni più che di parole. Con chi ci sta accanto, prima che con i lontani.
Oggi, senza rimandare a domani, anzi subito. Soltanto così, cominciando da me e fin da adesso, potrà essere per dawero un buon anno.








