Armi chiamano armi…
Non oso pensare se tragedie come quella del Texas accadessero in Italia. Non bastava la guerra in Ucraina. Com’è possibile che tutto questo sia permesso così frequentemente? Com’è possibile che giovani vite siano spezzate in questo modo, per di più all’interno di scuole e college? Non si può mettere un freno a questa sconsiderata vendita di armi? Sara, Milano
Faccio fatica a trovare le parole per un commento di queste vicende. È tutto così assurdo e paradossale. E non si può dire che saranno eventi irripetibili, come Giorgio Beretta, analista di Opal Brescia, ha spiegato in questa intervista all’Agenzia Dire dopo l’ennesimo eccidio occidentale.
“Nonostante reiterati appelli per un controllo sulle armi da parte dei presidenti americani, prima Obama e ora Biden, non c’è in vista alcun rimedio. Questo è dovuto soprattutto alla forte pressione sul parlamento americano da parte delle lobby produttrici di armi, in particolare la Nra, la National Rifle Association, che promuovono la diffusione delle armi, con il concetto che le armi stesse servirebbero a garantire la sicurezza dei cittadini. Astio nei confronti della società in generale e, soprattutto, dei coetanei, sommato all’odio di tipo razziale sono le cause che portano a questi eventi. Biden chiede uno stop alle lobby di armi, le stesse però che foraggia per fermare la Russia in Ucraina (nonostante la diversità del tipo di armi). Gli Stati Uniti sono un Paese in guerra interna con sé stesso e in costante conflitto con qualche Paese nel mondo. Occorrerebbero invece, norme più rigide e maggiori controlli nel rilascio delle licenze per armi. E anche nel nostro Paese l’iter per ottenere una licenza d’armi è molto facile. Inoltre, in Italia il numero di licenze per tiro sportivo è intorno a 550mila. Se però si chiede conto alle Federazioni nazionali o alle associazioni nazionali e provinciali di tiro sportivo, gli iscritti effettivi risultano al massimo 100mila… E non sappiamo nemmeno quante siano le licenze detenute legalmente nel nostro Paese. Possiamo parlare di stime (circa 3 milioni di persone tra licenze e nulla osta). Con una licenza, sia di tiro sportivo che di difesa personale o anche una licenza di caccia, una persona può infatti detenere non solo le armi per quella disciplina ma un vero e proprio arsenale. In Italia da oltre 40 anni si tiene una fiera delle armi, l’ultima a Verona. È l’unica fiera in Europa a cui è consentito l’ingresso al pubblico generalista, compresi minorenni accompagnati. Il paradosso è che la città scaligera vieta ai minorenni l’ingresso a Vinitaly”.








