Aria nuova nella continuità
Il superiore generale scrive a tutti i lettori
Appena ri-confermato nell’incarico, insieme ai miei quattro consiglieri, ho voluto subito scrivere una lettera a tutti i confratelli sparsi nel mondo. Ora scrivo anche a voi, lettori e lettrici di "Missionari Saveriani", che ci accompagnate nella nostra missione.
Il XV Capitolo generale della nostra Famiglia missionaria è da poco terminato. I rappresentanti di tutti i saveriani si sono riuniti per fare il punto della situazione, per studiare le scelte da fare e per eleggere i confratelli che guideranno la congregazione per i prossimi sei anni. (foto e racconto alle pp. 3, 4, 5)
È stata una bella esperienza di comunione tra fratelli di persa età e provenienza, oltre che di comunione con Dio. Il momento più bello di ogni giornata è stato l’Eucaristia: abbiamo ascoltato la Parola e conpiso il Corpo di Cristo; abbiamo ricordato i missionari defunti e i martiri; abbiamo portato con noi le sofferenze e le speranze dei popoli.
È difficile riassumere qui le conclusioni e gli orientamenti. Accenno ad alcuni.
L’unico vero missionario è Gesù. Noi possiamo esserlo solo nella misura in cui siamo uniti a lui nelle motivazioni e nelle scelte concrete della vita. Gesù è anche l’unica vera buona notizia che possiamo dare al mondo. Proprio per questo, mons. Conforti ci ha voluti totalmente consacrati alla missione.
Siamo anche convinti che nessun missionario deve fare "il cavaliere solitario". Le tentazioni di protagonismo sono forti anche in noi missionari. Costruire da soli, anche se può apparire la via più facile, in realtà si rivela la più sterile. È meglio unire gli sforzi e lavorare insieme.
I missionari invecchiano, anche loro, se non muoiono prima. Come in ogni famiglia, la congregazione deve sostenere gli anziani, perché siano missionari sereni fino all’ultimo respiro, anche nella malattia e nell’inattività. Infatti, la missione è cuore e vita, più che cose da fare.
Ma nuovi giovani, da tante parti del mondo, si uniscono a noi nell’unica missione della Famiglia saveriana. Così la congregazione deve imparare ad accogliere e a integrare giovani missionari di 13 nazioni: asiatici, africani, americani ed europei. Una bella sfida di convivenza, che sta arricchendo la nostra famiglia.
Dobbiamo formare bene i giovani che il Signore ci affida. Questo impegno non riguarda solo i "formatori", ma tutti. Perché si educa più per quello che si è e si fa, che per quello che si dice e si insegna. Perciò il Capitolo ha invitato tutti i saveriani alla fedeltà e alla coerenza di vita. È il modo migliore per ottenere dal Signore buone vocazioni e per formarle.
Un saluto e una richiesta. Saluto i giovani nelle vostre famiglie, invitandoli a vivere con gioia la vita cristiana in modo che possano sentire la voce del Signore che invita ancora a essere suoi missionari nel mondo.
Insieme a voi tutti, amiche e amici, siamo una bella Famiglia missionaria e desideriamo che porti i frutti che il Signore attende da noi. Perciò chiedo il ricordo costante nella vostra preghiera.
Un saluto speciale va a coloro che sono più vicini alla croce, nella sofferenza e nella malattia. Il Signore ci benedica tutti.








