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Ardere e consumarsi senza rumore per Cristo e i fratelli

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Come una candela accesa

Una candela accesa ha sempre avuto un grande fascino fin da quando facevo il chierichetto; forse anche per gioco, per farla friggere con le dita bagnate di saliva. Ora che sono adulto e di candele ne ho accese e consumate tante, sento un fascino ancora più grande, direi una certa invidia e un senso di ammirazione e un segreto desiderio di imitazione. Soprattutto da quando ho trovato questa bellissima poesia di un illustre poeta romano dialettale.

Davanti ar crocefisso d'una chiesa
una candela accesa se strugge
da l'amore e da la fede.
Jé dà tutta la luce,
tutto quanto er calore che possiede,
senza abbadà se er foco la logra
e la riduce a poco a poco.
Chi nun arde nun vive.
Come è bella la fiamma d'un amore
che consuma, purché la fede resti sempre quella!
Io guardo e penso.
Trema la fiammella,
la cera cola e lo stoppino fuma.

Questi versi di incomparabile bellezza e di grande valore mistico, che sembrano perle preziose e rare nella ricca produzione letteraria dell'autore, fanno pensare alle parole di Gesù: "Sono venuto a portare il fuoco della terra e come vorrei che fosse già acceso!". Lc.12, 49.

Parlava certamente del fuoco dell'amore che si sarebbe acceso e sarebbe divampato con la sua croce sul Calvario, e nel mondo intero con la sua Chiesa. Egli che aveva detto di se stesso: "Io sono la luce del mondo. Chi segue me non cammina nelle tenebre".

Dirà anche ai suoi discepoli: "Voi siete la luce del mondo. Una città costruita sopra una montagna non può rimanere nascosta. Non si accende una lampada per metterla sotto un secchio, ma piuttosto per metterla in alto, perché faccia luce a tutti quelli che sono in casa. Così deve risplendere la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano il bene che voi fate e ringrazino il Padre vostro che è nei Cieli". Mt. 5, 14-16

Ecco come fare missione, come essere veri seguaci di Gesù, efficaci annunciatori del suo Vangelo nel mondo! Oggi più che mai c'è bisogno di testimoni autentici più che di maestri. Per essere credibili ci vogliono fatti più che parole. Noi purtroppo siamo ricchi di parole, ma vuoti di fatti. Predicava s. Antonio da Padova: "Cessino le parole: comincino le opere!".

Ottobre è il mese missionario costituito per sensibilizzare il popolo di Dio, per coinvolgerlo nella missione, per renderlo protagonista e solidale con gli operai del Vangelo; per farlo sentire protagonista e non semplice spettatore. Occorre certamente pregare per le missioni e i missionari. È importantissimo, ma non basta. Occorre anche dare con gioia tutto ciò che è possibile per aiutare i poveri, gli ammalati, gli orfani, i vecchi. La carità è tutto: più della fede, più della speranza. La carità è eterna! (1Cor. 13).

Una candela accesa è poca cosa, ma insegna molto: come una vita tutta bruciata per Gesù, tutta consumata per scaldare e illuminare i fratelli.



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