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Suor Maria Teresa Lega, una mattina di luglio, a Modigliana, prime colline di Faenza, sente che inizia a realizzarsi il sogno di Dio in lei, per lei e per noi. Dalla contemplazione dell’amore di Cristo, trova l’ispirazione per “fondare un istituto per le povere bambine che sono sulla strada, abbandonate a sé stesse”.

Il 6 giugno 1871, a 59 anni, Madre Teresa Lega lascia il Monastero di Fognano, dove è stata per 38 anni, e giunge a Modigliana. Il 16 luglio, dopo anni di attesa, lotta e ricerca, ha aperto le porte di casa sua per accogliere le prime tre piccole orfane. È l'inizio del viaggio di un’apostola dinamica e di una madre instancabile, che apre la porta di casa a Modigliana, Santarcangelo, Rocca San Casciano e Cesena, dove il 27 gennaio del 1890 conclude la sua vita terrena. “Egli opera ciò che vuole e fa riuscire le cose che a noi sembrano impossibili. E ciò per confondere i disegni degli uomini, dei quali si serve per compiere quelli della Sua Divina Provvidenza”. (cenni storici pp.1-29)

La “Divina Provvidenza” fu una presenza quasi “incarnata” nell’esperienza di Madre Teresa. Dall’intervento provvidente di Dio si è sentita guidata, accompagnata, confermata e sostenuta nell’aprire nuovi cammini. Ha ricevuto un carisma dallo Spirito Santo: “Contemplare, meditare e rivivere la passione di Gesù, che dalla croce redime gli uomini suscitando in noi l’ansia di collaborare alla redenzione dei fratelli, in particolare i giovani, col fine di imitare la carità di Gesù che con la croce, ha unito la salvezza e la grazia”. Il carisma da dono si è trasformato in stile di vita per le sue figlie. Uno stile di vita reso ancor più vivo dalla spiritualità francescana.

Madre Teresa Lega apre le porte del suo cuore al Signore che la chiamava a questa nuova avventura. Apre le porte della sua casa a queste tre ragazze. Apre le porte della sua esistenza ai bisogni della società in quel momento. Apre le porte del suo essere per accogliere, amare, donare, curare, consegnare. E apre le porte a questa storia che continua ancora oggi! Con grande gioia, centocinquant'anni dopo, noi, suore Francescane della Sacra Famiglia, celebriamo il sogno di Madre Teresa che continua ad essere presente nel tessuto della nostra storia. Sia in Italia, come in Colombia che in Mozambico, le porte continuano ad aprirsi per accogliere, accompagnare, curare e camminare insieme a tanti bambini, giovani e famiglie.

In questo tempo particolare che viviamo, di pandemia, cambiamenti e incertezze, è ancora attuale e persino urgente continuare ad aprire le porte delle nostre case e del nostro cuore, aprire cammini di speranza, vie di redenzione e liberazione da tante situazioni di dolore, ingiustizia e sofferenza.
Per Gesù tutto è poco, diceva Madre Teresa, quindi tutto ciò che si vive per amore e per amore dell'altro non sarà mai abbastanza, perché si può sempre accendere una nuova luce, far germogliare un seme. Noi, eredi di questo bellissimo carisma, possiamo farlo!

Cento anni dopo, le suore di Madre Teresa hanno voluto celebrare l’inizio della loro bella storia con un “nuovo inizio”. Alcune hanno attraversato il cielo e il mare, con il desiderio di espandere la fragranza del carisma di Madre Teresa. Quattro sorelle hanno messo piede in terra colombiana nel dicembre 1971.
Hanno cercato di essere portatrici di vita, gioia, tenerezza e generosità, perché “l'amore crea legami e dilata l'esistenza quando porta la persona da sé all'altro… ” (Fratelli Tutti 88). Questa impresa di abbandonarsi con audacia e coraggio al soffio dello Spirito ha fatto sì che da 50 anni siamo presenti a Cartago (Valle), a Duitama (Boyaca), Bogotà, Villavicencio (Meta) per accogliere, curare, accompagnare, educare bambini, giovani e famiglie e lasciarsi accogliere, accompagnare ed educare all’amore di Dio.
Da allora, anche in Colombia il carisma di Madre Teresa continua a vivere attraverso altre suore che, rispondendo alla voce del Signore, hanno voluto mettere la propria vita al servizio dei più poveri e bisognosi, rendendosi presenti nelle scuole, nelle parrocchie, in istituzioni diverse o in quartieri marginali, con il desiderio di rispondere ai bisogni attuali della società.

Nel 2006, nonostante la piccolezza e povertà dell’Istituto, si è aperta una nuova porta. Accogliendo l’invito del saveriano p. Bruno Boschetti è iniziata la nostra presenza a Charre, una parrocchia molto estesa del municipio di Mutarara, in Mozambico. Siamo presenti per vivere l’attenzione, la cura e l’emancipazione di ragazze, giovani donne, bimbi orfani, malati. Una piccola presenza che, in mezzo a tante fatiche, anche lì ricorda come attraverso la croce, Gesù ha unito la salvezza e la grazia. È una periferia lontana che ci appartiene, perchè fratelli e sorelle in Gesù.

Questo è per noi è l’anno della gratitudine. Con gioia e memoria grata, celebriamo i 50 anni di apertura e cammino verso culture diverse, lingue nuove, tradizioni differenti, ma con lo stesso amore redentivo capace di aprire il cuore a povertà e ricchezze differenti, con la certezza di essere fratelli e sorelle nel Signore della vita. Perché l'amore crea e ricrea, libera, redime, edifica e fa uscire le persone verso l'altro e insieme crescere e costruire sentieri di bene e bontà nei solchi della vita - www.suoresacrafamiglia.it



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