Animatori missionari riuniti a Desio
Quando l'analfabetismo era molto diffuso, esisteva una figura speciale: lo scrivano pubblico. La gente gli portava lettere del figlio lontano o della fidanzata lasciata al paese. Lo scrivano leggeva, a volte interpretava e magari scriveva una risposta con qualche opportuno suggerimento. Un servizio importante che teneva unite le persone e dava loro un'occasione di gioia, speranza e talvolta, purtroppo, anche di dolore.
Padre Carmelo mi ha chiesto di tornare a quel ruolo e di raccontare un evento a cui abbiamo partecipato.
Il 3 luglio si sono riuniti nella casa saveriana di Desio, un gruppo di saveriani e saveriane che per diversi giorni hanno pregato, parlato, ascoltato, riflettuto e poi deciso azioni e atteggiamenti sull'animazione missionaria e vocazionale per il futuro.
I primi giorni ha accompagnato la riflessione Chiara, una monaca che vive in comunità a Piombino. La convinzione di tutti è che il primo interessato alla messe è il Padrone. Noi siamo invitati a pregarlo, perché così facendo lui possa, con dolcezza e pazienza, riempire il bicchiere della nostra anima. Il veterano dell'animazione, p. Luciano Bicego, come un pifferaio magico ha incantato i presenti con la storia del bicchiere riempito da Dio.
Questo atteggiamento porta con sé l'attenzione a chi vive con noi e vicino a noi, la passione alla missione di Gesù, fino a far nostre le parole del fondatore san Guido: "l'amore di Cristo ci sospinge verso il mondo".
Il clima è stato bello anche durante la visita al suggestivo santuario della Madonna del Bosco e a Sotto il Monte, paese natale di papa Roncalli. Grazie alla comunità di Desio che ci ha accolti con simpatia e che ci ha fatto sentire a "casa".








