Convegno missionario sardo, Missione di speranza...
Venerdì 11 marzo a Macomer si è tenuto il Convegno missionario regionale della Sardegna. Don Mario Cuscusa ha riunito i direttori diocesani, le delegate, i responsabili del movimento giovanile missionario, degli istituti e degli organismi per le missioni, presenti e attivi nell'isola.
Il vescovo mons. Dettori ha ricordato che gli Orientamenti pastorali dei vescovi italiani per il decennio 2011-2020 offrono alcune linee di fondo per rendere Dio presente nel mondo dell'educazione, scoprendo la forza del suo amore e della sua verità per una vita caratterizzata da tutto ciò che è bello, buono e vero. Oggi viviamo nella crisi della speranza, ma l'arte dell'educazione trova la risposta in Cristo.
Invitato speciale era don Amedeo Cristino, segretario della "pontificia unione missionaria", che ci ha aiutato a leggere con spirito missionario il documento "Educare alla vita buona del vangelo". Don Amedeo, originario di Foggia, è stato prete fidei donum in Benin e ha lavorato al Cum di Verona. Ecco una sintesi della sua relazione.
Il nuovo non deve far paura
Dobbiamo cercare di vedere e di portare lo spirito missionario nel lavoro pastorale della chiesa italiana e leggere i suoi documenti con l'ottica missionaria. Il volto della missione è cambiato e la chiesa fa fatica a riconoscerlo; occorre un osservatorio sui nuovi arrivati da altre chiese e da altre culture, senza avere paura del nuovo. In tempo di cambiamento e di crisi la chiesa non può ripiegarsi su se stessa, perché la missione nasce dalla grazia e non dall'esuberanza del numero. Occorre avere uno sguardo di speranza su questo nostro mondo, perché tutto è diventato missione.
La chiesa ha un ruolo educativo, ma chi educa la chiesa? Gesù è la speranza del mondo e la chiesa dona la speranza anche in situazioni di minoranza. Occorre riscoprire le opportunità di fede, grazie all'evangelizzazione degli emigrati e all'arricchimento delle varie fedi che vengono a noi da altri mondi e da altre culture. In Benin il venerdì santo i cristiani danzano attorno alla croce al ritmo del tamburo, perché credono che Cristo è risorto. Non possiamo farci prendere dalla paura. Se pensiamo solo alla croce vediamo uno strumento di morte; se invece crediamo a Gesù crocefisso e risorto, allora vediamo la salvezza.
La Parola per educare
Per fare l'esperienza di Cristo risorto la Messa domenicale è importante, ma non basta. Anche lo stile di vita solidale ed ecologica è evangelico, perché propone i valori del regno. Lo Spirito rompe il cerchio chiuso e ci indica il cerchio di Dio, che è molto più ampio fino ad abbracciare il mondo. Gesù infatti è morto per chi ha bisogno di salvezza: per tutta l'umanità.
La missione è educare all'incontro con Gesù. Noi tutti siamo testimoni nel nostro tempo di quello che abbiamo udito e visto. Oggi spetta a noi fare l'annuncio a chi non l'ha ancora ricevuto in modo convincente e interessante. La Parola di Dio serve proprio per educare: i missionari educano attraverso il primo annuncio; i catechisti insegnano la Parola con il catechismo, i parroci la spiegano con la predicazione...
La stessa Parola di Cristo annuncia la persecuzione e il martirio. La missione si fa nel segno della croce. Noi preghiamo perché i cristiani siano forti e fedeli a Cristo anche nella persecuzione, superando la paura e la debolezza.
La missione per i giovani
Don Emanuele Piredda, del movimento giovanile missionario (MGM) in Sardegna, ha ricordato che nell'attività pastorale della chiesa Missio Giovani riesce ad aggregare i giovani con una forte spiritualità. Egli sta preparando con i collaboratori un percorso formativo per tutte le diocesi della Sardegna, che favorisca l'unione delle varie realtà ecclesiali a servizio della gioventù sarda.
Ci ha parlato della manifestazione a Nuoro del 15 maggio al convegno pastorale missionario giovanile e della Missio tour a Sassari in piazza Italia il 4 e 5 giugno, per trasmettere lo spirito missionario a tanti altri giovani.








